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Marijuana tra i vigneti: smantellata la “fabbrica verde” da 16 milioni

Blitz dei carabinieri a Riesi: sequestrate 8 tonnellate di cannabis nascoste tra i filari. Cinque persone in manette

CRONACA

Maxi piantagione di marijuana a Riesi: 5 arresti dei carabinieri

I militari hanno sgominato un’organizzazione che coltivava cannabis nascosta tra i vigneti. Sequestrate 20mila piante per un valore di 16 milioni di euro

Cinque persone sono finite in manette per un’operazione antidroga che ha smantellato una rete criminale dedita alla coltivazione e al traffico di marijuana. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caltanissetta hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale presso la Corte d’Appello, con il supporto delle Compagnie di Palermo Piazza Verdi, Partinico e Misilmeri.

Gli arrestati, due originari di Riesi e tre della provincia di Palermo, dovranno scontare pene residue che vanno dai 5 ai 10 anni di reclusione. La sentenza definitiva li condanna per associazione a delinquere finalizzata alla coltivazione e al traffico di sostanze stupefacenti.

Un blitz partito da 15mila piante

L’inchiesta, denominata Rav, prende il via nel giugno 2021 quando la Stazione Carabinieri di Butera scopre 15mila piante di marijuana. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ricostruiscono l’intera rete criminale che fa capo a un uomo di 53 anni. Lui aveva organizzato tutto: dalla coltivazione al trasporto, utilizzando autocarri con doppifondi ingegnosi ricavati nei cassoni.

Otto tonnellate nascoste tra i vigneti

Il 21 giugno 2022 scatta il blitz decisivo. I carabinieri del Nucleo Investigativo, insieme ai militari della Stazione di Riesi, allo Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia e al Nucleo Elicotteri di Palermo, irrompono in un fondo agricolo in contrada Figotto, nel territorio di Riesi.

Qui trovano una piantagione perfettamente celata tra i filari di un vigneto: 20mila piante di marijuana skunk, con fusti alti tra i 45 e i 90 centimetri, per un peso complessivo di 8 tonnellate. Quattro persone vengono arrestate sul posto mentre curano le piante. Gli investigatori stimano che lo stupefacente, una volta immesso sul mercato, avrebbe fruttato profitti illeciti per circa 16 milioni di euro.

Dieci condannati, cinque si costituiscono

La sentenza definitiva ha colpito complessivamente dieci persone. Cinque destinatari del provvedimento di carcerazione si sono costituiti lo scorso 4 febbraio. Gli altri cinque arrestati in questi giorni, dopo le formalità di rito, sono stati trasferiti negli istituti penitenziari.

I condannati sono: Salvatore Martini, 56 anni di Belmonte Mezzagno; Pietro D’Angelo, 41 anni, Antonino Chiovaro, 34 anni, Atanasio Fava, 42 anni, Gaetano Cordova, 70 anni, di Palermo; Pietro Canestro, 44 anni, Settimo Nunzio, 52 anni, Massimiliano Cottonaro, 48 anni, di Partinico; Giovanni Giuseppe Lonobile, 36 anni e Giuseppe Alessandro La Marca, 43 anni, di Riesi.

L’operazione rappresenta un colpo significativo al traffico di stupefacenti nel territorio. Gli inquirenti hanno smantellato un’organizzazione che operava con metodi sofisticati, sfruttando terreni agricoli apparentemente insospettabili per nascondere una produzione su larga scala destinata a rifornire il mercato illegale.

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