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Arianna Carcano, l’hostess che ha deciso di diventare pilota

Piloti non si nasce, ma si diventa. E’ il caso di Arianna Carcano. Da assistente di volo della compagnia aerea spagnola Albastar riesce a realizzare il sogno di diventare pilota di linea. Arianna è una donna a cui piace viaggiare e andare in giro per il mondo alla scoperta di luoghi e culture diverse. Dopo essersi laureata in lingue e aver conseguito un master alla Nuova Accademia di Belle Arti a Milano, diventa curatrice d’arte freelance organizzando mostre d’arte di artisti contemporanei dividendosi tra Parigi, Londra e Milano. È proprio in questo periodo di vita che nasce la sua passione per l’aviazione e inizia la sua ascesa prima come assistente di volo. Abbiamo incontrato Arianna Carcano in occasione del “Time to Travel” per la presentazione dei nuovi collegamenti nazionali ed internazionali e della Summer 2021 presso l’aeroporto di Trapani-Birgi dov’è di base Albastar. La sua è una storia davvero unica e per questo abbiamo deciso di intervistarla e raccontarvi cosa l’ha spinta a fare questo grande passo.

Arianna Carcano

 

Arianna ci racconti come è nata la tua passione per l’aviazione? “Vorrei innanzitutto ringraziare “la mia compagnia” aerea, l’Albastar per darmi l’opportunità di raccontare la mia storia; mi fa molto piacere. La mia passione per l’aviazione è nata quando ero molto piccola; ho sempre viaggiato molto con la mia famiglia e gli aerei sono sempre stati il mezzo più amato e vissuto nei nostri numerosi spostamenti. Crescendo il viaggio ha continuato ad avere un ruolo molto importante nella mia vita, andando poi ad unirsi e ad amalgamarsi allo studio e, successivamente, al lavoro. Nel 2012 ho avuto l’occasione e la fortuna di poter entrare a far parte di una compagnia aerea molto grande e da quel momento arrivò la conferma di una passione che, sino ad allora, non aveva avuto modo di esprimersi a pieno, quella per il volo”.

Quanto tempo ci vuole per diventare assistente di volo? “Il tempo necessario per diventare assistente di volo può variare secondo il percorso scelto. Si può cominciare partendo da un corso specifico presso una scuola qualificata per assistenti di volo, oppure, come nel mio caso, si passa la selezione per una compagnia aerea che ti offre un percorso di formazione completo adattato alla sua flotta. In questo caso il corso dura due mesi ed include una introduzione al mondo dell’aviazione, lo studio e la familiarizzazione sugli aerei della compagnia, l’apprendimento delle procedure, delle regole sulla sicurezza e delle norme su servizio, immagine e comportamento a bordo. Insomma un corso intensivo che prevede uno studio teorico e una messa in pratica di una serie di procedure, principi e regole che ti insegano un nuovo stile di vita dettato da disciplina, professionalità e flessibilità”.

Qual è l’aspetto migliore del tuo lavoro? “La parte, a mio parere, più interessante del lavoro da hostess (oltre al fatto di viaggiare e visitare posti nuovi) è che ci sia sempre qualcosa di nuovo da imparare; non intendo solo nuove procedure o normative che molto spesso sono aggiornate, modificate e migliorate, ma anche e, soprattutto, a livello personale. Volando sempre con persone diverse, ogni volo diventa occasione di crescita professionale e culturale, è come trovarsi in una scuola sospesa nell’aria. I colleghi che condividono le loro esperienze di vita e le loro conoscenze, i passeggeri che raccontano le loro storie e che portano differenti abitudini culturali, le situazioni impreviste che richiedono preparazione, flessibilità e sangue freddo. Mi piace il doversi mettere in gioco ogni giorno, dovendo affrontare una nuova prova ed esserne all’altezza. Il volo è sempre stato per me una speciale fonte di conoscenze ed esperienze”.

Quando e perché nasce l’idea di diventare pilota? “L’idea di diventare pilota è stata un po’ come una rivelazione la priva volta che ho visto una donna pilota in cockpit. Prima di allora, forse per ingenuità o perché influenzata dalla cultura della società nella quale sono cresciuta, pensavo ed ero convinta che quello da pilota di aerei fosse un lavoro esclusivamente riservato agli uomini. In seguito, osservando e avendo occasione di lavorare accanto ad alcune donne pilota, ho realizzato che lo volevo e lo potevo fare anche io. Ho prenotato un volo di prova e il giorno dopo ho deciso di iscrivermi al corso da pilota privato e, in seguito, a quello di pilota commerciale. Il perché? Non penso ci debba essere per forza un perché che giustifichi una passione. Una passione nasce e cresce in te, come una voce interiore che ti spinge a farlo e ti fa sentire bene quando lo fai, poco importano i sacrifici e le difficoltà incluse nel percorso”.

A che punto è adesso il tuo percorso da pilota di linea? “Ho conseguito la licenza di pilota privato PPL, presso l’aeroclub di Cremona. Dopodiché mi sono iscritta all’aeroclub di Lugano (presso la scuola di volo Avilú) e lì ho conseguito la licenza teorica ATPL e sempre lì sto portando a termine l’addestramento di pilota commerciale. Mi manca solo qualche ora al simulatore di volo sul bimotore, per concludere il tutto”.

Cosa consigli a chi vorrebbe intraprendere questa professione? “Un consiglio che mi sento di dare a chi, come me, vuole affrontare questo lungo percorso è di non lasciarsi intimorire dalla mole di studio o dall’impegno psicologico fisico ed economico richiesto. Non posso nascondere che sia un percorso impegnativo, che richiede serietà e dedizione, ma non è impossibile da portare a termine. Partendo dalla mia esperienza, mi piacerebbe poter ispirare, come per me hanno fatto altre donne pilota, quelle giovani ragazze che finiscono oggi la scuola e devono scegliere un percorso formativo professionale, invitandole ad allargare la propria prospettiva e a non lasciarsi influenzare dagli stereotipi di genere che fanno parte di società e culture del mondo di oggi e che limitano l’espressione più completa della loro personalità. Oggigiorno qualsiasi scelta professionale o di vita personale, sia per l’uomo che per la donna, non dovrebbero essere giudicati da nessuno; sono fortemente convinta che chiunque abbia il diritto di scegliere come meglio vivere la propria vita e di lottare per la realizzazione dei propri obiettivi, senza sentirsi in dovere di dare una spiegazione. Lo faccio perché mi fa stare bene!”

Quali altri progetti hai per il futuro? “Ad oggi il progetto da portare a termine è quello di diventare pilota commerciale a tutti gli effetti e spero presto di potermi guadagnare un posto in cabina di pilotaggio, accanto al comandante. Un passaggio dal Galley al Cockpit. Vorrei diventare un “bravo” pilota, e per farlo c’è ancora molto da imparare: ore di simulatore e di addestramento in volo ed infine un type rating. La speranza è quella di poter presto far parte della flight deck crew della compagnia, ma questo lo si vedrà tra qualche mese; nel frattempo io continuo a volare come hostess osservando quello che succede nella cabina davanti e preparandomi al meglio per un futuro molto interessante”. Allora ci vedremo a bordo, Comandante Carcano……Arianna è una donna molto determinata e questo vuole essere un esempio per tutte le donne che sognano in grande e che intraprendono giornalmente percorsi per sentirsi realizzate in ciò che fanno.

Fabio Gigante

 

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