Anniversario Capaci, l’appello di Russo:”Impegno antimafia vero, non da passerella”
Il senatore di Fratelli d'Italia nell'anniversario del 23 maggio: "Falcone fu osteggiato in vita, il suo sacrificio ci obbliga ad andare avanti"

ANNIVERSARIO STRAGE DI CAPACI
Era il 23 maggio 1992 quando l’autostrada A29, all’altezza di Capaci, diventò il teatro della più grave strage antimafia della storia italiana. Trentaquattro anni dopo, quella ferita non si è chiusa — e non deve chiudersi. Perché il modo migliore per onorare chi ha perso la vita quel giorno è trasformare il ricordo in azione concreta, oggi e ogni giorno.
La speranza non è morta
“Trentaquattro anni fa la strage di Capaci uccise cinque servitori dello Stato e diede un colpo durissimo alla speranza dei siciliani che credevano nella legalità e nella trasparenza” — sono le parole del senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, componente della commissione parlamentare Antimafia, pronunciate nell’anniversario della strage in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Ma Russo non si ferma alla commemorazione: “Quella speranza non è morta — afferma — e si è fortificata grazie ai successi delle forze dell’ordine e della magistratura contro quel cancro che è Cosa nostra”. Parole che guardano avanti, non solo indietro.
Falcone, un magistrato osteggiato in vita
Nel suo messaggio, il senatore dedica un passaggio esplicito alla figura di Falcone, richiamando una verità scomoda che la storia ha consegnato alla memoria collettiva: «Sta a noi continuare quotidianamente questo percorso di rinascita, affinché il sacrificio di chi ha perso la vita nella lotta alla mafia non sia vano. Come non sia vano il sacrificio di Falcone, un grande magistrato osteggiato in vita da colleghi e politici che temevano la sua capacità di andare al fondo della verità».
“Oggi non è un semplice esercizio di memoria, ma una ripartenza nell’impegno antimafia: vero, sostanziale, non da passerella”
— Raoul Russo, senatore FdI, commissione Antimafia
Il pericolo che torna: recrudescenza mafiosa e social media
L’allarme che lancia Russo non riguarda solo il passato. Il senatore segnala una doppia minaccia nel presente: “Registriamo purtroppo, in questi tempi, alcuni gravi episodi di recrudescenza della criminalità mafiosa, uniti al serpeggiare di un ritorno a un’incultura che, anche attraverso i social, torna a rappresentare il potere mafioso come un valore positivo“.
Una deriva culturale, oltre che criminale: la glorificazione online dei clan come modello da seguire è una delle sfide più insidiose per chi lavora ogni giorno a costruire una cultura della legalità, soprattutto tra le nuove generazioni.
Un anniversario che chiede scelte, non solo cerimonie
Il 23 maggio non può ridursi a un appuntamento sul calendario. Le parole di Russo lo dicono chiaramente: l’impegno contro la mafia si misura nei gesti quotidiani — nelle scelte di chi governa, di chi insegna, di chi informa, di chi vive e lavora nelle terre che Cosa nostra ha cercato di tenere sotto scacco per decenni. Trentaquattro anni dopo Capaci, la risposta più autentica a quella strage si chiama ancora legalità, memoria attiva e coraggio civile.



