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Andrea Sanguineti dirige l’Orchestra Sinfonica Siciliana

Un programma  variegato con musiche di Garau, Mozart, Marquez, De Falla e Ravel vedrà sul podio del Politeama Garibaldi il direttore Andrea Sanguineti  e la partecipazione del pianista Orazio Sciortino per il dodicesimo concerto della 56ma stagione sinfonica  dell’Orchestra Sinfonica Siciliana in programma al Politeama Garibaldi venerdì 6 febbraio alle ore 21,15 (turno serale) e sabato 7 febbraio alle ore 17,30 (turno pomeridiano).

Guido nella notte, composto su commissione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana ed eseguito in prima assoluta, è uno dei lavori sinfonici più recenti di Lucio Garau, il quale, durante un periodo particolarmente intenso di lavoro che lo costringeva a lavorare anche di notte, era solito ammirare, durante le sue veglie notturne, il figlio più piccolo, Guido, mentre dormiva.  Nella composizione, il cui titolo è volutamente ambiguo dal momento che si può riferire al nome del figlio o alla voce del verbo guidare, Garau ha cercato di immaginare come i sogni del bimbo potessero essere messi in musica ed ha deciso di considerare i tre sogni come ripetizioni quasi uguali di una storia che si conclude con il risveglio ed il ritorno al mondo del dormiente.

Il Concerto n.27 KV 595 è l’ultimo concerto di Mozart ed uno dei più fortunati dell’intera sua produzione. Discordanti sono le opinioni degli studiosi di Mozart sulla datazione del suo ultimo concerto per pianoforte che, pur recando nel manoscritto la data del 5 gennaio 1791, sarebbe stato composto molto tempo prima, come incerte sono anche le circostanze della prima esecuzione che, secondo un’ipotesi piuttosto accreditata, si sarebbe tenuta il 4 marzo 1791 nella sala del “rosticciere di corte” Jahn con lo stesso Mozart al pianoforte in un’Accademia a beneficio del clarinettista Joseph Bähr. In questo caso, quella sarebbe stata l’ultima apparizione in pubblico di Mozart. Secondo l’altra ipotesi Mozart avrebbe scritto il concerto per la sua allieva Barbara Ployer che lo avrebbe eseguito nel mese di gennaio del 1791. Del concerto ci sono rimaste le cadenze originali di Mozart per il primo e terzo movimento e la presenza di cadenze scritte (cosa strana perché era uso improvvisarle) sembrerebbero avvalorare questa seconda tesi.

Pagina sensuale e brillante nella quale confluisce la tradizione dei balli caraibici, il Danzón n. 2 del compositore messicano Arturo Marquez, composto, insieme ad altri brani dello stesso genere, agli inizi degli anni 90, ha rivelato il suo autore ad un largo pubblico soprattutto grazie all’Orchestra Giovanile Simon Bolivar diretta da Dudamel che lo portò con grande successo in tour per l’Europa e negli Stati Uniti.

Sono tratte dal balletto Il cappello a tre punte (El sombrero de tres picos), composto tra il 1918 e il 1919 da De Falla su richiesta di Diaghilev, impresario dei Ballets Russes, che già da tempo faceva pressioni sul compositore spagnolo affinché scrivesse qualcosa per la sua compagnia, le tre danze (Seguidilla, Farruca e Jota) che danno un’immagine tradizionalmente solare della Spagna.

La Rhapsodie espagnole, composta tra il 1907 e il 1908 dapprima per due pianoforti e poi trascritta per orchestra, è considerata la prima importante opera sinfonica di Ravel. Fu eseguita nella versione orchestrale per la prima volta il 15 marzo 1908 al Théâthe du Châtelet dall’Orchestra dei Concerts Colonne diretta da Edouard Colonne.

Ingressi al Botteghino da euro 10 ad euro 25 con riduzioni per junior, senior e carte convenzionate. Info: 091 6072532 biglietteria@orchestrasinfonicasiciliana.it

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