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Analisi critica politica alla lettera del fu sindaco Orlando a Lagalla (di Giuseppe Sangiorgi)

Analisi critica politica alla lettera del fu sindaco Orlando a Lagalla (di Giuseppe Sangiorgi)

 

In merito alla lettera del prof. Orlando, che i mezzi d’informazione prontamente ne hanno dato notizia all’opinione pubblica e davanti alla mancata presa di posizione degli addetti ai lavori risultati vincitori nella competizione elettorale, mi permetto di fare alcune considerazioni, in quanto ritengo che il suo contenuto sia estremamente grave ed offensivo nei confronti di noi elettori di centro destra, ma soprattutto del prof. Lagalla.

Al netto delle prime due righe, con le quali si augura buon lavoro al neo eletto sindaco, dal terzo rigo in poi la lettera è dedicata ad un’asfissiante retorica, tipica dei politici di sinistra, quando parlano e scrivono, molto vicino alla paranoia, e raccontata con il solito atteggiamento autocelebrativo in stile orlandiano, nella ricerca continua ed esasperata affermazione dell’io.

Una lettera piena di concetti e termini ripetuti più volte (5 cambiamento, 4 città, 3 diritti, 2 accoglienza, 2 internazionale) senza sforzarsi minimamente di cercare dei sinonimi, in un testo tra l’altro di poche parole, che da appassionato di comunicazione ed informazione la trovo squalificante, che stride con il profilo culturale e il livello d’istruzione, del “forse mai svolto ruolo” docente universitario.

Mi sono chiesto quale obiettivo il sindaco Orlando intendesse perseguire con questa lettera, che più di augurio, ripeto, mi è sembrato come l’ultima occasione per celebrare se stesso e il suo operato, oltre a sfruttare l’occasione per proporre sotto forma di invito al sindaco Lagalla l’indirizzo e/o tabella di marcia da seguire sul percorso già tracciato; una procedura inusuale tra alleati figuriamoci tra persone e forze politiche contrastanti.

Mi rifiuto di pensare, che l’ex sindaco in modo presuntuoso sino all’ultimo, si possa spingere così oltre, nel volere condizionare in nome di chi e di cosa l’azione politica amministrativa di un altro sindaco avversario nell’invitarlo a continuare nel lavoro sinora svolto; magari mantenendo nei rispettivi ruoli e funzioni: quadri dirigenti, gregari, collaboratori, fedain e cortigiani di palazzo, che in dieci anni hanno fatto il bello e cattivo tempo e per conseguenza corresponsabili.

Guardi prof. Orlando che Lagalla è stato eletto in una coalizione per porre fine proprio ai suoi disastrati interminabili anni di governo della città, e con un programma alternativo al Suo modo di fare diciamo politica e al programma e candidato Miceli, e che indipendentemente cosa possa pensare il Suo ego, è stato così buio il periodo del Suo regno che per gran parte dei palermitani la fine del suo mandato corrisponde alla fine di un incubo.

A noi che abbiamo votato convintamente il prof. Lagalla, ritenendolo persona autorevole ed appartenente alla categoria di politici ancora con la schiena dritta, non ci resta che auspicare che sappia resistere alle pressioni sotto forma di suggerimenti provenienti dai convertiti, che per motivi diversi nel cambiare pelle opportunisticamente tendono di salire per abitudine sul carro dei vincitori; o ancora peggio gli stessi nell’immediato prossimo futuro pretenderanno attraverso costanti forzature, di condizionare l’azione politica amministrativa.

Per nostra fortuna al sindaco la legge gli assegna una grande opportunità, mettere in atto uno spoil system radicale, sostituendo l’ancora attuale apparato burocratico con professionalità d’area; cioè da quelle persone che lo hanno orgogliosamente votato e che possano aiutarlo a cambiare il volto di una città, fortemente in declino, ma dalle grandi potenzialità.
Giuseppe Sangiorgi

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2 Commenti

  1. Discorsi di caffè alla fine a che servono le lettere? Non servono a governare bene. Le prime cose che il nuovo sindaco deve sistemare sono: immondizia e cimiteri. Occorrono più forni crematori,funziona solo quello di Messina.

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