Politica

Alongi: “Aiutare chi denuncia il racket delle estorsioni”

“Gli interventi normativi hanno contribuito a moltiplicare le denunce di tentata estorsione. Ma le lungaggini burocratiche rischiano di vanificare quanto di positivo è stato fatto”. Lo dichiara il deputato del Pdl Pietro Alongi, dopo la seduta odierna della commissione Antimafia che ha registrato l’audizione di una folta rappresentanza delle associazioni antiracket isolane.

“Emerge un dato allarmante – riprende Alongi – Commercianti e imprenditori subiscono i tempi troppo lunghi dell’erogazione dei contributi a chi, avendo denunciato la richiesta di pizzo, sia stato vittima di atti intimidatori che abbiano comportato anche danni economici immediati. Questo stato dei fatti produce una criticità che può divenire pericolosa anche per il futuro della lotta al racket delle estorsioni, proprio a partire dal novero delle denunce che potrebbe assottigliarsi se venisse a mancare o a indebolirsi la sponda di Stato e Regione”.

“A loro volta, le Banche – continua – come ci hanno spiegato le associazioni, sono assenti e non supportano le aziende che si trovano in difficoltà poiché in attesa dell’intervento statale. Anzi, addirittura, troppo spesso revocano i fidi concessi, aumentando la drammaticità delle condizioni economiche di chi ha fatto una chiara scelta di campo e si è schierato dalla parte della legalità”.

“Una soluzione immediata – spiega Pietro Alongi – ci sarebbe e tocca alla Regione approntarla”. E se ne è fatto carico di avanzarla lo stesso deputato pdl, proponendo al presidente dell’Antimafia, Nello Musumeci, la preparazione urgente di un ddl atto a riposizionare una congrua parte delle somme già in capo all’Irfis, utilizzabile quale fondo di garanzia alle imprese per gli istituti di credito.

Della proposta, accolta da Musumeci e da tutti i componenti l’Antimafia nonché condivisa dalle associazioni, Alongi si farà portavoce nell’altra sua commissione di appartenenza, Attività produttive “E non è escluso – conclude – che i due consessi di pertinenza possano lavorare in sinergia ed esitare un testo congiunto per una risoluzione veloce ed effettiva del problema”.

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4 Commenti

  1. Nel lontano 2008 la provincia era in odore di mafia, alongi e il fedele scudiero avanti, leccavano il culo pure al presidente della repubblica Napolitano, all’epoca si sapeva che tutto il Pdl era in odore di mafia ( trattativa stato mafia) e proprio alongi che è un agitatore politico e un mafioso faceva lavori di pulitura per berlusconi sfruttando il fatto di essere poliziotto, mai nella vita si vide maggiore opportunista di lui. All’epoca facevano viaggi negli Usa e banchettavano nei ristoranti a spese della comunità, facevano ottenere soldi agli imprenditori in cambio di favori e voti. Uno scambio continuo a questo signore che oltre ad essere un corrotto e anche un millantatore e un faccendiere.

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