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Palermo sotto pressione, l’Udc: “La criminalità alza il tiro, servono i militari”

Caputo e Crapa denunciano il vuoto di controllo in alcune aree della città

SICUREZZA

Caputo e Crapa denunciano il silenzio delle istituzioni comunali e chiedono un presidio dello Stato nelle aree più esposte

Il Coordinamento regionale Sicilia dell’Unione Democratica di Centro interviene sul tema della sicurezza a Palermo, segnalando un quadro definito di crescente criticità nei rapporti tra criminalità e tessuto economico cittadino. Nel comunicato diffuso il 8 maggio, i dirigenti Salvino Caputo, vice segretario regionale, e Massimiliano Crapa, coordinatore cittadino a Palermo, parlano di una situazione che richiede un intervento immediato delle istituzioni nazionali.

Allarme sicurezza e condizionamento del territorio

Secondo Caputo e Crapa, si starebbe assistendo a un progressivo aumento delle pressioni esercitate dalla criminalità su commercianti e imprenditori. Nel loro intervento sottolineano come “la criminalità comune e organizzata alza il tiro condizionando e minacciando commercianti e imprenditori”, mentre sul fronte istituzionale si registrerebbe un atteggiamento di attesa da parte del Comune.

I due esponenti Udc evidenziano quello che definiscono un “silenzio delle istituzioni comunali”, collegato anche alle dinamiche politiche interne all’amministrazione cittadina, che a loro avviso distoglierebbero l’attenzione dalle criticità legate alla sicurezza urbana.

La richiesta di un intervento dello Stato

Nel comunicato viene avanzata una richiesta precisa: l’invio dei militari in alcune aree della città considerate particolarmente esposte. Caputo e Crapa parlano della necessità di un “presidio costante e visibile del territorio”, sostenendo che in diversi quartieri la presenza dello Stato non sarebbe percepita in modo sufficiente.

Gli esponenti Udc sottolineano inoltre come, a loro giudizio, il controllo del territorio sia oggi garantito soprattutto dall’azione della magistratura e delle forze di polizia, che tuttavia opererebbero in condizioni di difficoltà nel garantire una copertura capillare.

Incontri con il mondo produttivo

L’impegno del coordinamento regionale proseguirà nei prossimi giorni attraverso un confronto diretto con le vittime dei recenti episodi criminosi. I dirigenti dell’Udc hanno già programmato una serie di incontri con gli imprenditori colpiti per raccogliere testimonianze e formalizzare una richiesta di intervento ancora più pressante verso Roma. Questa iniziativa mira a rompere l’isolamento di chi resiste al racket, ponendo la sicurezza urbana al centro dell’agenda politica siciliana.

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