PoliticaPrimo Piano

Alfano a Palermo. “Chi spara è una bestia che tiene in ostaggio una religione, un Dio”

Cresce il livello di allerta per possibili attentati nel Paese. A lanciare l’allarme sicurezza sono i servizi segreti e le forze dell’ordine che parlano “di lupi solitari”, emuli dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly, che possono agire in qualsiasi momento proprio per vendicare i jihadisti uccisi a Paragi, rispondendo così agli appelli dei leader siriani e iracheni che spingono a colpire.

E stamani a Palermo, a margine di un incontro svoltosi con il presidente della commissione regionale Antimafia dell’Ars, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha riferito ai giornalisti che “per noi l’allerta rimane altissimo, lo è da lungo tempo ormai. Del resto l’Italia fa parte di una coalizione che  combatte il terrorismo dal 2011 e il tema dei “lupi solitari” è molto grave perchè risponde ad una modalità di reclutamento del Califfato che si fonda non molto su cellule organizzate.

Ma da quando la nuova struttura dell’Islamic State – prosegue Alfano- sembra avere preso il sopravvento anche su Al Qaeda, il reclutamento avviene anche con modalità individuali. Questo produce il rischio della cosiddetta strategia dei mille tagli che tende con mille piccoli attacchi a dissanguare il nemico. Questa strategia si è anche evidenziata negli organi di informazione connessi all’Isis, tuttavia noi siamo attentissimi e stiamo mettendo in campo le nostre migliori energie dal punto di vista dell’analisi e dell’intelligence per prevenire al meglio il rischio che un evento negativo possa verificarsi, ma oggi nessun Paese può dirsi a rischio zero”.

Intanto, a Palermo la Procura della repubblica sta indagando su possibili infiltrazioni di cellule terroristiche Isis, a seguito dello sbarco di immigrati.“Vedremo gli esiti- ha detto il titolare dell’Interno- fin qua non è emerso nulla. In più, abbiamo rafforzato ogni forma di controllo ed è importante ribadire che i due autori della strage di Parigi parlavano francese ed erano nati in Francia. La Merkel sfilerà oggi con i musulmani, dicendo che l’Islam appartiene alla Germania. Ma in Italia, terra di frontiera e di transito di persone che giungono dall’Africa e dal Medio-Oriente, cresce la paura ma anche il sospetto nei confronti dei musulmani.

“La nostra posizione è molto chiara. Noi dobbiamo distinguere chi prega da chi spara- argomenta laconico – .Chi spara è una bestia, un terrorista, qualcuno che tiene in ostaggio una religione, un Dio per una volontà assassina. Chi prega può farlo nel rispetto della Costituzione, delle leggi e delle regole italiane. Noi monitoriamo le moschee ed i luoghi di culto io stesso ho espulso l’imam di San Donà di Piave quando ha fatto incitamento all’odio razziale e alla violenza antisemita. Oltre a questo ci sano state le espulsioni nel nostro Paese nel 2014 e oltre 10 sono sati gli arresti per motivi connessi al terrorismo nel 2014, andremo avanti su questa strada, se serve anche avvitando il bulloni sul meccanismo delle espulsioni”.

Marina Pupella

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button