Alberto Samonà è il nuovo direttore di Villa Adriana e Villa d’Este
Lo scrittore e giornalista siciliano guida uno dei siti culturali più visitati d'Italia, dopo una carriera costruita tra musei, scavi e trattative internazionali

CULTURA E PATRIMONIO
Da Palermo a Tivoli: Alberto Samonà guida Villa Adriana e Villa d’Este
Ha riportato i Marmi del Partenone in Grecia e salvato gli Argenti di Morgantina dal Metropolitan. Adesso guida uno dei siti culturali più visitati d’Italia
Alberto Samonà, scrittore e giornalista siciliano, guiderà uno dei complessi museali più affascinanti del mondo: l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este di Tivoli. Il Ministero della Cultura ha promosso una selezione internazionale per rinnovare le direzioni di 14 musei statali italiani, e Samonà è stato scelto dalla commissione esaminatrice. Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, gli ha conferito ufficialmente l’incarico.
Una carriera tra archeologia e diplomazia culturale
Samonà non arriva a questo incarico per caso. Da quasi tre anni siede nel Consiglio di amministrazione del Parco Archeologico del Colosseo e da luglio scorso fa parte anche del Comitato scientifico del Parco Archeologico dell’Appia Antica. Per dieci anni ha gestito il Museo di Villa Piccolo a Capo d’Orlando, costruendo un profilo solido nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale.
Il capitolo più denso della sua carriera resta però quello da assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia, ruolo che ha ricoperto da maggio 2020 all’ottobre 2022.
Gli argenti, il Partenone e il restauro di Selinunte
In quei due anni e mezzo, Samonà ha lasciato un segno tangibile. Nel 2022 ha siglato un accordo con il Metropolitan Museum of Art di New York che ha messo fine alla migrazione degli Argenti di Morgantina verso gli Stati Uniti: i reperti sono tornati definitivamente nel museo archeologico di Aidone, in provincia di Enna.
Nello stesso periodo ha finanziato il grande progetto di restauro del Tempio G di Selinunte, uno dei templi dorici più grandi dell’antichità, con l’obiettivo di risollevare tre colonne monumentali attraverso l’anastilosi. Ha firmato la “Carta di Catania” per valorizzare i beni culturali custoditi nei depositi regionali, istituito il “Fondo di Solidarietà” per redistribuire parte degli incassi dei parchi più ricchi a favore di quelli più piccoli, e varato la circolare per abbattere le barriere fisiche e cognitive nei musei siciliani.
Sul fronte internazionale, ha orchestrato il rientro in Grecia del Frammento Fagan, pezzo dei Marmi del Partenone custodito a Palermo per oltre duecento anni. Un gesto che gli è valso l’onorificenza di commendatore dalla Presidente della Repubblica Ellenica, assegnata per aver rafforzato i rapporti diplomatici tra Italia e Grecia.
Adesso Tivoli, uno dei dieci siti più visitati d’Italia
Villa Adriana e Villa d’Este rientrano tra i primi dieci luoghi della cultura statali per numero di visitatori annuali: due siti UNESCO che ogni anno attirano centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo. Una sfida di peso, che Samonà affronta con un bagaglio che spazia dalla gestione museale alla comunicazione culturale, dai progetti di scavo alla diplomazia del patrimonio.
La Sicilia, che lo aveva visto protagonista in anni tutt’altro che semplici per la cultura pubblica, lo consegna adesso a una platea nazionale e internazionale.



