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Calci, urla e minacce: medico aggredito al Cervello di Palermo

Un 69enne scatena il panico: denunciato dopo aver distrutto attrezzature e minacciato il sanitario

All’ospedale Cervello di Palermo, la quotidianità di chi cura sembra includere anche il rischio di essere aggredito. Un paziente di 69 anni, impaziente di essere visitato, ha trasformato una normale attività medica in un episodio di violenza gratuita.

Cos’è successo?

Un medico del reparto di Nefrologia dell’ospedale Cervello è stato aggredito da un paziente di 69 anni, che si è presentato con il braccio gonfio e ha preteso di essere visitato immediatamente.

Il sanitario, pur avendo già seguito il paziente più volte, ha cercato di spiegargli l’iter da seguire. In risposta, D.A., in preda alla rabbia, ha preso a calci una porta, una barella e un elettrocardiografo, e ha scaraventato a terra un computer. Ha inoltre minacciato di morte il medico e gli ha strappato il camice. La polizia è intervenuta tempestivamente e l’uomo è stato denunciato.

Salvare vite non può richiedere di rischiare la propria

La violenza contro il personale sanitario sembra sia una realtà ormai quotidiana. Medici e infermieri chiedono da mesi protezione, ritmi di lavoro sostenibili e rispetto, ma troppo spesso chi cura gli altri si trova a rischiare la propria incolumità. Non può essere normale che chi salva vite debba sentirsi costretto a sacrificare la propria sicurezza e serenità.

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