Fondi tra prestiti a tasso zero e fondo perduto: il piano Irfis per le pmi siciliane
Al via lo sportello per il Ciclone Harry e Niscemi: contributi a copertura totale per ricostruzione e acquisto macchinari

CICLONE HARRY
Le aziende siciliane che portano ancora i segni del ciclone Harry e dei movimenti franosi nel territorio di Niscemi hanno finalmente una strada tracciata verso il ripristino della normalità. Da oggi la piattaforma Irfis accetta ufficialmente le istanze per accedere alle risorse del Fondo Sicilia, mettendo a disposizione un plafond complessivo di 18 milioni di euro.
Il piano d’intervento si rivolge alle micro, piccole e medie imprese di tutta l’Isola e delle isole minori che abbiano provveduto a segnalare i danni subiti ai propri Comuni o alla Protezione Civile. Una specifica apertura riguarda il caso di Niscemi, dove l’accesso ai benefici è garantito anche alle realtà produttive situate al di fuori del perimetro della zona rossa, riconoscendo l’impatto diffuso del dissesto idrogeologico.
“Dopo aver accolto le richieste del mondo produttivo per semplificare le procedure previste dall’avviso oggi si apre la piattaforma per la presentazione delle domande. A disposizione ci sono 18 milioni di euro per consentire alle imprese di riavviare le attività. Superata la fase strettamente emergenziale, inizia la fase due: quella della ripartenza e della ricostruzione” il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani –
L’agevolazione finanziaria copre l’intero valore dell’investimento ammissibile, fissando un tetto massimo di 400 mila euro per ogni singola impresa.
La struttura del sostegno bilancia un finanziamento a tasso zero (60%) e un contributo a fondo perduto (40%). Il piano di rientro dei prestiti si estende fino a 15 anni, includendo un periodo di grazia, ovvero il preammortamento, di tre anni.
Le spese ammesse includono opere murarie, ristrutturazioni, ripristino di macchinari e acquisto di nuove attrezzature. Il meccanismo agevolativo tiene conto anche degli sforzi già compiuti dagli imprenditori: sono infatti rimborsabili le spese sostenute subito dopo l’evento calamitoso, anche se precedenti alla domanda odierna. Inoltre, il sistema dei Sal (Stati Avanzamento Lavori) permette l’erogazione progressiva dei fondi, evitando che l’azienda debba anticipare l’intera liquidità per i lavori.
Per completare la procedura, gli imprenditori devono allegare una perizia asseverata da un tecnico abilitato che confermi il nesso tra il danno e l’evento atmosferico, insieme a una relazione sulla sostenibilità economica firmata da un revisore o un commercialista.
Le istanze verranno esaminate secondo una procedura a sportello, seguendo l’ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento dei fondi.
Così si permette al tessuto economico locale di guardare oltre le macerie e i fanghi, trasformando il momento della conta dei danni in un’occasione di ammodernamento strutturale. La velocità nell’istruire le pratiche e la flessibilità nelle rendicontazioni rappresentano i cardini su cui la Regione punta per restituire competitività alle aree colpite.


