Economia e Lavoro

Affido, “case famiglia di Palermo costano 14 mln l’anno”

“I bambini ospiti delle case famiglia di Palermo costano alle casse comunali – e, quindi, ai cittadini – 14 milioni di euro ogni anno. È inconcepibile che ogni singolo bambino in comunità costi alle casse dell’amministrazione comunale 2.500 euro al mese, a fronte di un contributo di soli 250 euro mensili erogati ad ogni famiglia affidataria che decide di ospitare all’interno del proprio nucleo familiare un bambino facendolo uscire dalla comunità in cui viveva e donandogli amore e attenzioni”.

Il capogruppo Udc al Consiglio comunale, Giulio Cusumano, grida allo scandalo che ruota intorno ai bambini in casa famiglia: “È un business – spiega – sul quale chiediamo al sindaco Leoluca Orlando di indagare e di fare luce su questo enorme spreco delle casse comunali”.

“La proposta, condivisa con l’Afap (Associazione famiglie affidatarie di Palermo) – precisa il capogruppo scudocrociato – di chiedere un contributo di 250 euro da parte delle coppie che decidono di sposarsi negli edifici di prestigio del Comune di Palermo (Palazzo delle Aquile e Villa Niscemi) – così come già accade al Campidoglio di Roma – e di stanziare le somme raccolte in un apposito fondo a sostegno alle famiglie affidatarie non è una idea pensata dal Comune per “spillare” soldi ai cittadini. È inammissibile che il diritto di ogni bambino a una famiglia non solo non sia tutelato ma che, anzi, favorisca un business ai danni delle già asfittiche casse comunali, un circolo di denaro che non ha giustificazioni. La nostra società vive una crisi finanziaria e di valori. Promuovere l’affido familiare non è soltanto un gesto d’amore nei confronti di un bambino, ma un intervento a favore del cittadino perché la nostra società ha bisogno di promuovere la solidarietà ma anche di risolvere le problematiche dei cittadini e delle stesse istituzioni”.

“La Sicilia – conclude Cusumano – è fanalino di coda in Italia in materia di affido. È ora di invertire questa tendenza negativa. A cominciare da Palermo”.

“Non possiamo far finta di nulla – spiega Adriana De Trovato, consigliere dell’Afap e genitore affidatario -, questi minori, privati di molti diritti, ma, soprattutto, del diritto all’amore, in futuro faranno parte della società in cui vivranno anche i nostri figli. Nelle case famiglia non ci sono quelle attenzioni uniche di cui tutti i bambini hanno bisogno. Non possiamo privare i bambini delle comunità del diritto ad avere una famiglia. Per questo motivo le comunità dovrebbero rappresentare soltanto un breve passaggio per i minori”.

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