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Addio Mariangela Melato

Mariangela Melato, foto internet

Ieri mattina all’alba, in una clinica privata della capitale, è morta l’attrice Mariangela Melato. L’artista meneghina, aveva 71 anni e le sue condizioni di salute erano peggiorate, a causa di un tumore al pancreas. E’scomparsa una delle attrici più brave, complete e poliedriche del panorama italiano.

Attiva sia al cinema, al teatro che in tv, si è sempre contraddistinta per la sua espressività, per la sua bellezza fuori dai canoni, per il tono della sua voce per la sua gestualità e soprattutto per la sua grande personalità.

Un’attrice a 360 gradi, che spaziava dall’arte drammatica, soprattutto in teatro, recitando tragedie greche, Pirandello e Shakespeare alla commedia cinematografica di Lina Wertmuller di “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” e “Mimì metallurgico ferito nell’onore”, per cui nel 1973 ha vinto il Nastro d’Argento come migliore attrice protagonista e il Globo d’Oro alla migliore attrice rivelazione.

Nata a Milano nel 1941, non ancora ventenne, entra nella compagnia di Fantasio Piccoli, debuttando come attrice in “Binario Cieco”di Terron, rappresentato al Teatro Stabile di Bolzano. Poi l’ascesa: viene diretta dai maggiori registi teatrali, Dario Fo, Luchino Visconti e Luca Ronconi. Il debutto al cinema avvenne nel 1970 col film “Thomas e gli indemoniati” di Pupi Avati.

Un successo breve ma intenso quello cinematografico, che ha portato Mariangela Melato a lavorare per film divenuti dei veri e propri cult, come “Per grazia ricevuta” di Nino Manfredi, “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri, “Caro Michele” di Mario Monicelli, “La poliziotta” di Steno per cui nel 1975 ha vinto il David di Donatello come migliore attrice protagonista, “Casotto” di Sergio Citti e i già citati lungometraggi della Wertmuller in coppia con Giancarlo Giannini.

La sua vera passione era comunque il teatro: ha recitato allo Stabile di Genova, in successi come “Un tram chiamato desiderio”; ha impersonato “Medea” e “Fedra” di Euripide, e ha dimostrato un’enorme professionalità e carisma nella “Bisbetica Domata” e in “Vestire gli ignudi”. Nel 2010 il suo ultimo lavoro, nella trasposizione televisiva di Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, insieme a Massimo Ranieri.

Una donna prima che un’attrice, di un’enorme spessore culturale, restia ad ogni pettegolezzo legato alla sua vita personale: dopo la storia con Renzo Arbore, la Melato ha sempre mantenuto riservatezza, separando con eleganza il pubblico dal privato, anche per il suo carattere schivo.

Alessandro Marsala

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