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Addio agli ospedali giudiziari e avvio delle Rems

Appena una ventina di giorni fa l’allarme: chiudono gli ospedali psichiatrici giudiziari e i ricoverati saranno liberi di circolare. Un successo per i comitati stopOpg, un rischio in più,  secondo l’opinione pubblica almeno per taluni ricoverati ‘pericolosi’.

Ora la Sicilia annuncia di essere pronta con l’avvio delle Rems, che dovranno sostituire in modo moderno quegli ospedali ormai chiusi.

La Sicilia è una delle poche regioni italiane pienamente adempienti in materia di Rems, Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza, che dal 1 aprile devono sostituire per legge gli ospedali psichiatrici giudiziari. Un segno di attenzione nei confronti dell’esigenza di cura di coloro che scontano la detenzione presso tali strutture, nonché di sicurezza dei cittadini.

In Sicilia sono state individuate due residenze provvisorie rispondenti agli standard ministeriali che al momento prevedono soltanto la presenza di uomini. Si trovano a Naso nel Messinese e a Caltagirone nel Catanese, ciascuna con un modulo di 20 posti letto come stabilito dalla norma.

La struttura di Naso è operativa già dal 1 aprile ed ospita complessivamente in atto 13 internati individuati, il cui trasferimento è stato disposto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Da giorno 27 aprile in poi sarà operativa anche la struttura di Caltagirone.

L’attività di sorveglianza perimetrale esterna sarà garantita grazie al raccordo con le prefetture.

L’azione della Regione ha fatto si da creare le condizioni per l’ospitalità provvisoria di soggetti di altre regioni nelle quali, ancora, le strutture REMS non sono attive.

La Commissione Paritetica Stato Regione ha, inoltre, esitato le norme di attuazione in materia di sanità penitenziaria e le prossime tappe istituzionali saranno il passaggio in Consiglio dei Ministri e l’emanazione di un Decreto del Presidente della Repubblica. La definizione della procedura di trasferimento delle funzioni di sanità penitenziaria al servizio sanitario regionale interviene su input di questo Governo colmando un ritardo della Regione, determinatosi a partire dal 2008 per il mancato recepimento del DPCM nazionale in materia.

Daniela Spadaro

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