Addio a Luciano Ordile, democristiano manniniano di Gesso, protagonista della nascita delle Soprintendenze siciliane
Democristiano e manniniano, guidò i Beni culturali nella stagione fondativa delle Soprintendenze e presiedette il Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
Addio a Luciano Ordile, democristiano manniniano di Gesso, protagonista della nascita delle Soprintendenze siciliane
Dal piccolo borgo messinese al vertice della Regione, fu assessore ai Beni culturali negli anni decisivi della legge 80/1977 e vicepresidente dell’ARS e della Regione.
Palermo, 24 agosto 2025 – È morto stanotte a 88 anni Luciano Ordile, politico siciliano della Democrazia Cristiana, espressione della corrente manniniana. Nato a Gesso, frazione di Messina con appena 500 abitanti, ha attraversato mezzo secolo di vita pubblica lasciando un segno profondo nella cultura e nelle istituzioni regionali.
Le origini
Nato il 1° maggio 1937 a Gesso, Ordile si diplomò geometra e iniziò la carriera come impiegato. Entrò presto nell’amministrazione comunale di Messina, diventando assessore a Palazzo Zanca. Da lì mosse i primi passi in politica, costruendo un profilo solido e radicato nella provincia messinese.
Gli anni dei Beni culturali e le Soprintendenze
Il suo nome resta legato in particolare alla fase immediatamente successiva alla legge regionale 80 del 1977, che istituì le Soprintendenze siciliane. Da assessore ai Beni culturali tra il 1978 e il 1985, Ordile ne fu tra i principali attuatori, contribuendo alla messa a regime di un sistema che ancora oggi costituisce l’ossatura della tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e storico dell’Isola.
In quegli anni promosse anche iniziative di respiro nazionale, tra cui mostre dedicate ad Antonello da Messina e al Quattrocento siciliano, e sostenne studi pionieristici come i primi volumi sui Bronzi di Riace.
Vicepresidenze e altri incarichi
La sua carriera politica lo portò a ruoli di primo piano: vicepresidente vicario dell’ARS nel 1986, assessore agli Enti Locali dal 1993 al 1995, vicepresidente della Regione Siciliana nel settembre 1994, quindi assessore al Turismo, Comunicazioni e Trasporti nel 1995.
Fu anche presidente del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, guidando l’ente culturale con una visione legata alla valorizzazione artistica e al radicamento territoriale.
Luci e ombre
Negli anni Novanta fu coinvolto nell’inchiesta legata alle Universiadi di Fukuoka, ma il processo si concluse con la sua assoluzione. Una vicenda che segnò la sua biografia pubblica ma che non ne intaccò la reputazione politica e umana.
Il ricordo
Il Comune di Messina ha espresso cordoglio per la scomparsa, ricordandolo come un uomo delle istituzioni che ha dato lustro alla città. Anche la Democrazia Cristiana ha sottolineato la sua passione per la cultura e la sua capacità di coniugare politica e servizio.
Il percorso di Luciano Ordile resta la testimonianza di un politico che, partendo da un piccolo borgo, seppe incidere profondamente nella costruzione del sistema culturale e istituzionale della Sicilia.
Il ricordo: voci e memorie
Ho raccolto testimonianze di persone care e di chi ha lavorato e condiviso spazi di vita professionale con lui. Da queste emerge il ritratto di un amministratore rigoroso e appassionato, capace di unire competenza e umanità.
«Era un semplice geometra di Gesso, un borgo di appena 500 abitanti, ma ha saputo avvicinarsi alla cosa pubblica con un rigore e una solerzia che oggi sembrano lontani. Portò la Sicilia avanti di decenni, anticipando in qualche modo quello che oggi è il Ministero dei Beni culturali».
Fu protagonista della stagione che seguì alla legge regionale 80/1977, quando le soprintendenze siciliane presero forma concreta. «Non si faceva annunciare. Entrava nei musei senza preavviso, bussava al campanello, si faceva aprire dai custodi e voleva vedere tutto di persona. Era un uomo che conosceva bene il significato della responsabilità pubblica».
Accanto a figure come Alberto Bombace e Maria Teresa Currò, seppe costruire un assessorato che lavorava senza tregua. «Ricordo che anche a Capodanno si stava in ufficio per chiudere pratiche e mandare avanti l’attività: un impegno totale, che teneva unito un gruppo di persone motivate dal suo esempio».
Non mancavano episodi di prestigio internazionale: «Negli anni Ottanta, durante i lavori del Consiglio regionale dei beni culturali, a Messina accogliemmo persino la nipote del re Gustavo di Svezia, futura regina di Danimarca. Ordile aveva la capacità di dare alla Sicilia un respiro europeo, pur restando profondamente legato alle sue radici».
Il suo modo di intendere la politica emergeva anche nelle parole. «Una volta disse chiaramente: io non sono soltanto democristiano, io sono manniniano. Quella definizione racchiudeva la sua appartenenza, la sua visione, la sua identità politica».
«Luciano Ordile ha fatto tanto per la Sicilia. Ha dato prestigio al patrimonio culturale e ha saputo unire mondi diversi – religioso, civile, intellettuale. Non ha mai cercato riflettori, ma ha lasciato un’eredità che oggi merita di essere custodita».
Il profilo manniniano
Un tratto distintivo della sua identità politica fu il legame con la corrente manniniana della Democrazia Cristiana, guidata da Calogero Mannino. Ordile non lo nascose mai: «Io non sono soltanto democristiano, io sono manniniano», amava dire, sottolineando una scelta di campo precisa. Era un modo per rivendicare appartenenza e visione, ma anche un profilo politico che lo distingueva da altri esponenti della DC siciliana. In quella frase c’era tutta la sua concezione della politica come servizio e responsabilità collettiva.
Un percorso lungo quasi novant’anni
Luciano Ordile nasce a Gesso, nel 1937. Negli anni Sessanta entra a Palazzo Zanca come assessore comunale, primo passo nella vita amministrativa. Dal 1978 al 1985 ricopre più volte la carica di assessore regionale ai Beni culturali, proprio negli anni in cui la Sicilia metteva a regime le nuove soprintendenze. Nel 1986 diventa vicepresidente vicario dell’ARS, mentre tra il 1993 e il 1995 è assessore agli Enti Locali e, per un breve periodo, anche vicepresidente della Regione Siciliana. Nel 1995 assume la delega a Turismo, Comunicazioni e Trasporti. Negli anni Duemiladieci guida il Teatro Vittorio Emanuele di Messina come presidente. Si è spento nel 2025, all’età di 88 anni.
Arte, territorio e memoria
Un ulteriore ricordo arriva dalla comunità di Racalmuto: da assessore ai Beni culturali, Luciano Ordile finanziò – anche su sollecitazione di Leonardo Sciascia – la grande mostra dedicata ai dipinti di Pietro D’Asaro. Nella foto storica dell’inaugurazione, nella chiesa madre, accanto a lui compaiono lo stesso Sciascia e numerose personalità del mondo culturale e religioso. Un episodio che conferma la sua capacità di intrecciare politica, arte e territorio.
Documenti e immagini d’archivio
Tra i materiali che restano a testimonianza del suo percorso, significativa è questa immagine che ritrae Luciano Ordile durante un incontro pubblico dedicato ai beni culturali. Uno scatto che restituisce il suo volto e la sua passione civile.






