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Acustico Branciforte, musica contemporanea di Curva Minore

Biblioteca – fotografie Ezio Ferreri

L’Auditorium di Palazzo Branciforte, progettato da Gae Aulenti, possiede una particolare acustica ad alta fedeltà che consente una definizione del suono nell’estremo dettaglio, quasi come se ponesse una propria identità alla sensibilità dell’ascolto. Su questo stimolo, l’Associazione per la musica contemporanea Curva minore ha costruito alcuni progetti speciali legati alla specificità del suono come fulcro generatore di espressione di senso.

“Abbiamo pensato di proporre questo ciclo di concerti la domenica a mezzogiorno – dice Lelio Giannetto, anima infaticabile di Curva Minore – quasi a voler simbolicamente riportare una sorta di rituale laico di natura spirituale dedicando all’idea di Suono una natura divina trascendente e transeunte, materiale e immateriale, perfetta sintesi di essere e non essere: una possibile coniuctio oppositorum riferita all’elemento minimo essenziale. Essere Suono.  S(u)ono”.

domenica 15 febbraio ore 12,00
concerto/performance sensoriale
SOON Sounds Of Other Nature
curva minore piccolo ensemble
alessandro librio elaborazione del paesaggio sonoro, violino
lelio giannetto regia del suono, contrabbasso parlante

un progetto speciale in diffusione quadrifonica del paesaggio sonoro ed esecuzione dal vivo effettuata completamente al buio, una performance in cui il pubblico sarà coinvolto attraverso una percezione sensoriale. Suono come Origine del Mondo.

il Suono, infatti, cultura dello Spirito, genera immaginazione, crea e sviluppa Senso attraverso un linguaggio non verbale. il Suono si genera, quindi, nella natura di ognuno di noi, ogni volta che il nostro ascolto viene da esso fecondato e non costretto o violentato a prescindere dalla nostra stessa volontà. oltre alle musiche saranno presenti suoni del paesaggio sonoro ricomposte dal violinista alessandro librio esperto in soundscape composition e interagite da musicisti e pubblico.

domenica 22 febbraio ore 12
concerto
ROSA DI FLAUTI
mario crispi strumenti etnici a fiato dai cinque continenti

concerto acustico composto da nove brani per strumento a solo nel desiderio di far percepire all’ascoltatore i timbri naturali degli strumenti, cercando di esaltarne le biodiversità anche dal punto di vista sonoro ed emozionale. Immaginando metaforicamente la rosa dei venti, mario crispi sviluppa un itinerario circolare che partendo da nord tocca i vari punti cardinali attraverso il suono degli strumenti a vento provenienti da quelle direzioni. emulando strutture e forme musicali proprie delle tradizioni di questi strumenti, i brani eseguiti sembrano appunti di un viaggio immaginario, ma possibile, di un viaggiatore solitario…

domenica 1 marzo ore 12
concerto
ACUSTICO CAUSTICO
eva geraci flauto
alessandro librio violino, viola
lelio giannetto contrabbasso parlante

il Suono, centro focale della matrice acustica, eleva il senso dello spirito su cime da cui l’immaginaria linea dell’orizzonte sembra disvelare l’infinita inconsistenza della materia. Il suono che brucia come elemento naturale alimentando la propria essenza, il proprio fuoco, con la forza delle idee o anche con il semplice e delicato sfiorare di un’esile foglio di carta, sensazione tattile di estrema capacità vibratoria matrice di un suono profondo.

domenica 8 marzo ore 12
concerto
SPELEOFONIA
dario lo cicero flauti e strumenti d’invenzione
prima esecuzione italiana

la musica di un viaggiatore esprime la diversità e la complessità dei luoghi, con i loro abitanti, musiche e paesaggi sonori. un musicista del nostro tempo può viaggiare in modi diversi, nella storia come nella geografia della musica, incontrando e intravedendo centinaia di lingue e dialetti musicali. e rifiutando, forse, l’andazzo commerciale di normalizzare quelle preziose differenze di ritmi, (micro)intervalli, e dettagli sottili. quelle differenze “perdute” che rendevano la musica europea, alcuni secoli fa, più vicina ad altre culture musicali. quando la natura è una fonte di ispirazione, visitando una grotta con acqua che gocciola possiamo (ri)scoprire una simultaneità naturale di ritmi diversi. pertanto la musica poliritmica può essere naturale e artificiale allo stesso tempo, come molte cose nella musica. la maggior parte della mia musica recente combina strutture compositive complesse con la spontaneità di parti improvvisate. rompendo ancora una volta la barriera tra sperimentazione musicale e pubblico, attraversando ogni confine preordinato.

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