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A Villa Piccolo la presentazione del libro “Vite in pericolo” del giornalista Pippo Montedoro

“Vite in pericolo” è il nuovo libro di Pippo Montedoro che inaugura la “Collana Stramba” (logos: una barca che… stramba) della casa editrice “Qanat” di Toni Saetta.

È il secondo libro del giornalista dopo “Tardo pomeriggio pagàno” e sarà presentato domani, martedì 29 luglio, alle 18.30 a Villa Piccolo (Strada Statale 113, km. 109 Capo d’Orlando). Introduce lo scrittore Marco Pomar. La presentazione è promossa dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella nell’ambito della rassegna “Ingressi di paesaggi 2014”. Ingresso libero.

Nei secondi anni Sessanta, Montedoro, il pianista e attore Piero Costa e Daniela Gagliano diedero vita a una compagnia teatrale che si chiamava “Curò”, alla quale subito si unì la giovane Lori Adragna. Ma, nel volgere di poche settimane, “Curò” cominciò a contare un centinaio di aderenti, fra i quali la notissima fotografa Letizia Battaglia e lo scrittore che era stato fra i fondatori del “Gruppo 63″ (con Michele Perriera, Eduardo Sanguineti, Umberto Eco) Gaetano Testa: tant’è che presero a chiamarlo “Movimento Curò”. Calcarono le assi dei teatri a Palermo, in Veneto e in Emilia, con “Io, il mio diavolo” di Costa e con una riduzione per le scene de “Nella colonia penale” di Kafka operata da Montedoro che vi inserì anche idee proprie e “il calcolo della superficie di Dio” di Alfred Jarry (quello di Ubu roi).

E Palermo fu invasa, in quegli anni dalle loro “azioni cittadine”, folli performance dal sapor dadaista che Pippo Montedoro ora ricorda in un racconto di questo suo libro  “Vite in pericolo” è dunque, come ci racconta l’autore «una silloge di racconti-ricordo – e il rimembrar Curò forma soltanto uno fra essi – e di novelle che io chiamo di fantascienza dadaista e dico che il tutto è intriso da una intelligenza talmente sottile che non si vede proprio. Vi faccio anche esperimenti con la punteggiatura. Uso quelle che chiamo “virgola interrogativa” e “virgola esclamativa”.

La prefazione è di Salvo Piparo, le fotografie di Letizia Battaglia.

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