A Ragalna prove tecniche di ricandidatura: Schifani abbraccia La Russa, con Salvini? Niente ci fu, solo un ricorso al TAR
L’endorsement di La Russa rafforza il governatore, ma restano i nodi Tardino, i rapporti con Cuffaro e le mosse di Lombardo.

Ragalna: la passerella a Schifani, prove di ricandidatura tra applausi, tensioni e giochi di potere
Un reportage critico con tutte le voci: dall’endorsement di La Russa ai nodi interni del centrodestra
L’endorsement pubblico a Ragalna
All’Etna Forum di Ragalna, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha aperto la strada alla ricandidatura di Renato Schifani per le regionali del 2027: «Sta lavorando molto bene. Ritengo che l’impegno di un presidente debba durare dieci anni». Accanto a lui anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha espresso sostegno all’operato del governatore, segnalando una volontà di continuità.
Tensioni e normalizzazione
Per alcuni osservatori la scena di Ragalna è stata una vera e propria passerella trionfale per Schifani. Altri, invece, hanno interpretato la giornata come un tentativo di normalizzazione dopo settimane di tensioni interne alla coalizione. Lo stesso governatore ha parlato di “fuochi estivi”, invitando a spostare il confronto dentro i congressi e non nelle piazze, a conferma della volontà di abbassare i toni.
La nomina della Tardino e il dossier portuale
Sullo sfondo resta la vicenda della nomina di Annalisa Tardino all’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale, che ha aperto una frattura tra Lega e presidenza della Regione. Schifani ha chiarito di stimare l’eurodeputata ma ha ribadito che per i porti “serve una figura tecnica”, presentando ricorso al TAR. L’udienza è fissata per il 9 settembre e sarà un banco di prova cruciale per i rapporti interni al centrodestra.
Le alternative in campo
Il congresso regionale di Forza Italia, reso più partecipato dalle nuove regole di tesseramento, diventerà il terreno di confronto per misurare la leadership di Schifani. Sullo sfondo non manca chi lavora a scenari alternativi: il nome del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè circola da tempo come possibile candidato, anche se al momento senza passi ufficiali. Schifani, con tono apparentemente sereno, ha replicato che “chiunque può raccogliere firme e candidarsi”.
I punti aperti e i prossimi passi
Dietro gli applausi e le dichiarazioni di unità, restano però diversi nodi irrisolti. Il congresso di Forza Italia in Sicilia sarà un passaggio chiave per misurare la reale forza del governatore all’interno del partito, mentre la partita dei porti, con la nomina di Tardino, resta una ferita aperta che solo il TAR potrà sciogliere. È su questi terreni concreti che si vedrà la tenuta della coalizione, al di là delle parole di sostegno e delle strette di mano di Ragalna.
In questo scenario Schifani dovrà anche saper gestire il rapporto con due figure decisive della politica siciliana: Totò Cuffaro, che ha già giurato fedeltà alla sua ricandidatura, e Raffaele Lombardo, leader non facile da convincere e ancora molto influente negli equilibri regionali. Molto dipenderà dalle prossime mosse di governo e dalla capacità di tenere insieme una coalizione eterogenea. Il fronte di Forza Italia in Sicilia appare oggi sufficientemente compatto, ma l’esperienza insegna che in politica nulla è davvero scontato né prevedibile. A volte basta un piccolo spostamento, anche solo di un paio di punti percentuali, per far saltare la testa al più forte dei leader.


