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Palermo, Gerolin: “Prenderemo giocatori forti e bravi. Sarò sempre grato a Zamparini”

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Il direttore sportivo, Manuel Gerolin ha rilasciato un’intervista a “La Repubblica” parlando di mercato e non solo:

Fuori rosa: La scelta di Rigoni, Maresca e Daprelà non è nuova. È stata una scelta tecnica presa da tutti quanti insieme e portata avanti. Normale che i giocatori messi fuori rosa vengano ceduti. Per il resto, il mercato è iniziato da poco. Ufficialmente inizia il 4 gennaio. Abbiamo un mese di tempo. È troppo presto per fare un bilancio – ha dichiarato Gerolin -. Zamparini aveva detto che non avrebbe mai ceduto Rigoni al Genoa? Non potevamo permetterci di lasciare a casa un giocatore che aveva un altro anno e mezzo di contratto. C’erano molte squadre su di lui, ma Rigoni si è impuntato per andare al Genoa. Potevamo sceglierle se tenerlo fermo e non mi sembrava una genialata. Non importa se  il Genoa è una diretta concorrente,  noi dobbiamo guardare a noi stessi e a quello che sapremo fare”.

Mercato in entrata: “Prenderemo un difensore, due centrocampisti e un attaccante. Se ci sarà la possibilità di fare qualcosa in più la faremo. Prenderemo giocatori forti e bravi cercando di far combaciare sia l’aspetto economico che quello tecnico. Il nostro mercato ha una logica – prosegue Gerolin -, prendere un giocatore tanto per prenderlo non avrebbe senso”.

Affari all’estero: Fare affari in Italia è difficile. I giocatori in Italia hanno ingaggi da un milione di euro a salire, tutto diventa un bagno di sangue. La stessa Serie B, se un giocatore fa bene diventa quasi inavvicinabile. È impossibile fare concorrenza alle grandi, occorre stare attenti, monitorare e prenderli un po’ prima. Un esempio palese è Goldaniga – prosegue Gerolin -. Un ragazzo che è maturato nella nostra Primavera. Se Goldaniga gioca significa che il percorso fatto è quello giusto. Non si possono più sostenere ingaggi alti, dobbiamo sempre tenere a mente l’esempio del Parma.  In passato c’erano abitudini diverse, ma i tempi sono cambiati e bisogna avere una cultura più sana. Sarebbe bellissimo prendere venti italiani: si rischierebbe meno e sarebbe più facile”.

Sensi e Karelis: “Sensi piace a molti e costa tanto. Se ci potremo arrivare ci arriveremo. Ha fatto benissimo e noi dobbiamo rinforzarci a centrocampo. Il suo è un nome ma ce ne sono anche altri. Karelis per l’attacco? Nomi non ne posso fare e non ne faccio (ride). Dico solo che vogliamo prendere giocatori di valore sia in Italia che all’estero”.

Caso Gnahoré:  “Giocava in Lega Pro e me lo avevano segnalato. Sono andato a vederlo, ho raggiunto un accordo con il giocatore e con il club. Era fatta – dichiara il direttore -. Noi abbiamo compiuto i passi giusti, ma il giocatore avrà pressioni da qualche squadra. È bravino, ma era una mia scommessa. Al momento non mi sembra da grande squadra ed è strano che rifiuti il Palermo, ma non è un problema”.

Foschi: “Nessun fastidio se Foschi collabora sotto traccia con Zamparini. Si conosco da anni e Foschi è stato il direttore sportivo più longevo del presidente. Io sarò sempre grato a Zamparini per avermi dato la possibilità di lavorare per una squadra e una città come Palermo. Ho un contratto che scade fra sei mesi, vediamo cosa succederà dopo. In questo momento, il mio unico pensiero è fare bene il mio lavoro”.

Vazquez: “A gennaio resterà con noi. Abbiamo bisogno di un giocatore come lui per arrivare alla salvezza. Ha delle ambizioni e per raggiungerle deve mostrare tutte le sue qualità. Contiamo su di lui”. Rinnovo Sorrentino: “Il presidente ha parlato con i suoi agenti ed è stata fatta un’offerta. A breve ci sarà un altro incontro e se troveranno un’intesa metteranno nero su bianco. È una decisione che spetta a Sorrentino. Deve essere contento di continuare a giocare nel Palermo. Bisogna vedere la volontà del giocatore”.

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