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Strage di Ustica: per il Gen. Tricarico “la tesi del missile è fantascienza”

Domani, 27 giugno ricade il 42° anniversario dalla strage di Ustica nella quale morirono le 81 persone a bordo del DC9 Itavia, decollato da Bologna e diretto a Palermo. Una strage rimasta senza responsabili.

Il Generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare foto SMA

Secondo quanto riporta l’Adnkronos, per il Generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, e componente dell’Associazione Verità per Ustica, “è paradossale che proprio a Bologna la verità sulla caduta del DC9 Itavia venga sistematicamente occultata da una cortina fumogena innalzata, come pure in questi giorni, da chi ancora contrabbanda come verità le ipotesi fantascientifiche di un missile quale causa della tragedia del 27 giugno di 42 anni fa”.

La sala radar di Punta Raisi foto Fabio Gigante

Ieri, l’Associazione per la Verità, nata con il solo scopo di perseguire la ricerca dei responsabili della tragedia del 1980, si è riunita proprio a Bologna, “per confrontarsi – ha dichiarato il generale Tricarico – con chiunque ha voluto onorare la memoria delle 81 vittime nell’unica maniera possibile, cercando gli autori dell’attentato, coloro che hanno collocato quella bomba nella toilette posteriore del DC9 Itavia”.

Flight Data Recorder foto Fabio Gigante

La giustizia quindi deve completare il suo lavoro lasciato a metà e scoprire i responsabili dell’attentato. Alcuni giudici impegnati nel processo penale hanno fatto con coraggio la loro parte individuando al di là di ogni dubbio le cause della caduta del DC9, una bomba collocata nella toilette posteriore del velivolo, ora giudici altrettanti coraggiosi dovranno consegnare alla memoria delle vittime, a Bologna ed alla storia l’altra metà della verità, quella che potrà auspicabilmente portare all’individuazione degli attentatori.

Torre di controllo Punta Raisi foto Fabio Gigante

Anche in considerazione che a ben guardare esistono già alcune concrete ed interessanti piste investigative, certamente più credibili rispetto all’unica perseguita da Rosario Priore, smontata impietosamente pezzo a pezzo nel processo penale”– conclude il generale Tricarico.

AB 412 Guardia Costiera archivio Fabio Gigante

 

Tra depistaggi, ipotesi di “cedimento strutturale” e situazione internazionale “vivace”, con gli Stati Uniti di Reagan da una parte e la Libia del colonnello Gheddafi dall’altra, il capitolo Ustica è ancora aperto.

 

Fabio Gigante

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Un commento

  1. Tricarico fa parte della banda dei bassotti depistatori, apre la bocca e parla senza nemmeno sapere quello che dice. Forse dovrebbe solo spiegare perché i suoi compagni di merenda, militari che hanno depistato per 42 anni, adesso cercano la verità dopo averla seppellita. Forse perché temono che lo Stato faccia azione di rivalsa su di loro per danno erariale? Che siano terrorizzati non c’è dubbio, che siano anche ridicoli è forse piu evidente, ma nemmeno si può dire che abbiano un minimo di dignità quando proseguono a despistare senza essere soddisfatti per quanto hanno già depistato. Un po come se un reo abbia ben nascosto le prove e adesso assurge ad essere il testimone chiave del mistero. Davvero una figura triste, goffa e soprattutto cinicamente presuntuosa. Si vergogni mister Tricarico.

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