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I segreti della Carota Novella di Ispica IGP presentati all’Educational Tour.

Un territorio generoso e un clima mite: ecco i segreti della Carota Novella di Ispica IGP presentati nel corso dell’Educational Tour tenutosi dal 19 al 21 a Ispica, nell’ambito di un progetto di promozione della Carota Novella di Ispica IGP, finanziato dal Ministero delle politiche agricole, promosso dal Consorzio della Carota Novella di Ispica IGP e organizzato dalla New Service. Un evento che ha catalizzato più di trenta giornalisti provenienti oltre che dalla Sicilia anche dal resto d’Italia che è servito a far conoscere la carota non solo in quanto un’eccellenza agroalimentare, ma funge da motore per l’occupazione e la crescita del territorio ragusano e siracusano.

Un territorio ricco di storia e di natura, di terra e di mare. Luoghi baciati dal sole in pianura come in collina. Luoghi di grande fascino e di forte richiamo, tutti accomunati da uguali caratteristiche del clima e dei terreni. Le favorevoli condizioni pedo-climatiche caratterizzano l’epoca di produzione della Carota Novella di Ispica IGP. Le sue origini risalgono al 1950 e, a partire da quegli anni, la sua coltivazione si è progressivamente allargata dalla zona di Ispica fino a comprendere tutti gli attuali territori indicati dal disciplinare.

Uno dei macchinari del Consorzio Fonte Verde O.P.

La definizione di Carota Novella di Ispica IGP è legata al periodo di maturazione che interessa la fine di febbraio fino all’inizio di giugno. Si delinea così un prodotto novello, tipico siciliano, che si lega totalmente al territorio di produzione. La primavera è la stagione di commercializzazione. L’incontro dell’Educational Tour, si è svolto presso Palazzo Bruno di Belmonte a Ispica, nel cuore di Ispica, dove erano presenti oltre a Innocenzo Leontini, sindaco di Ispica, Massimo Pavan, presidente del Consorzio di Tutela della Carota di Ispica IGP, Pietro Calabrese presidente del Consorzio Fonte Verde e Carmelo Calabrese dell’azienda Colle d’Oro.

Da sinistra Massimo Pavan, Francesca Calabrese e Carmelo Calabrese.

Dopo l’intervento del Sindaco, che si è soffermato sulla importanza della carota nella promozione del territorio, in uno con le altre straordinarie risorse culturali del barocco, del liberty e della civiltà rupestre, il Presidente del Consorzio Massimo Pavan ha svolto una relazione sulla storia della produzione locale della carota novella fino al conseguimento del marchio IGP e dal quel momento fino ai nostri giorni. Anche gli interventi dei due imprenditori Pietro Calabrese di Colle d’Oro e Carmelo Calabrese di Fonte Verde hanno rafforzato gli argomenti della commercializzazione e dei mercati nazionali ed internazionali, anche attraverso un lavoro qualitativo capace di coinvolgere sempre più la grande distribuzione.

Per il sindaco Leontini, “la carota fa parte dello sviluppo socio economico della città di Ispica. Ci sono molte cose da fare nella comunicazione e questo sta soprattutto alle istituzioni”.Negli ultimi 2 anni – ha dichiarato Pavan, – c’è stata una forte richiesta di carota di Ispica per il climate change che ha penalizzato la produzione negli altri Paesi europei, ma in questa stagione il prodotto ce l’hanno ancora, frigoconservato, e consumano il loro. Confidiamo però che ad aprile il mercato estero si apra”. Carmelo Calabrese, dell’azienda Fonte Verde, ha illustrato le peculiarità di questo ortaggio. “Visivamente, la carota di Ispica si distingue per la sua forma cilindro-conica, il colore arancione intenso e l’assenza di fessure. La polpa è tenera, croccante e poco fibrosa, rendendola ideale per il consumo fresco. Inoltre, è una preziosa fonte di beta-carotene e sali minerali, un vero toccasana per la salute”.

Fabio Gigante

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