Cronaca

“Waiting to be heard”, il libro verità di Amanda Knox

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Il processo sulla morte di Meredith Kercher che ha visto la piena assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito è stato recentemente riaperto in appello dalla Cassazione. Ma ormai la ragazza è tornata a casa negli Stati Uniti, ha ripreso i suoi studi di scrittura creativa alla Washington University e convive con il suo attuale fidanzato James Terrano in un appartamento nel centro di Seattle.

Ma la vicenda della sua amica Mez e i quattro anni di prigione qui in Italia l’hanno fortemente segnata, soprattutto nello spirito. Ha così deciso di raccontarsi in un libro dal titolo “Waiting to be heard”, tradotto: Aspettando di essere ascoltata, che uscirà tra due settimane, e dal quale ha già intascato 4 milioni di dollari di anticipo che serviranno per ripianare le casse familiari dopo le ingenti spese processuali sostenute.
Nel libro racconta in primis l’odissea della sua prigionia e delle sue accuse contro un ispettore di polizia penitenziaria che la ossessionava con continue richieste di rapporti sessuali.

«Era lui ad accompagnarmi a tutte le visite mediche, a volte anche due in un solo giorno e poi nel cuore della notte insisteva a convocarmi in un ufficio al terzo piano del carcere, dove continuava a farmi domande personali […] Voleva sapere – dice Amanda – con chi e come avevo fatto sesso».

Queste continue domande mandavano in totale confusione la ragazza di Seattle che comunque ha sempre respinto le esplicite avances. La versione di Amanda non è mai stata inserita nei documenti processuali e, nel frattempo, l’agente, che nel libro è citato per nome e cognome, si è sempre difeso dicendo di aver parlato con lei dello stupro e dell’omicidio di Meredith, ma anche che era la Knox stessa a spostare l’argomento sul sesso. Sesso che era la parola più utilizzata con chiunque avesse avuto in carcere un minimo di dialogo con lei.

I ricordi sono tanti e anche molto dolorosi: dalle guardie che non si sa se erano più ciniche o ignoranti, le avevano fatto credere che dagli esami del sangue effettuati risultava positiva al test del virus Hiva una sua compagna di cella che l’ha sommersa di richieste (non corrisposte) di avere con lei un rapporto omosessuale.

L’avvocato di Amanda Robert Bennet, ingaggiato per promuovere la sua nuova attività, parla del libro definindolo«una bomba che scuoterà alle radici le convinzioni di ha seguito questo caso».

Scopriremo di più tra 15 giorni, quando il libro sarà uscito. E soprattutto vedremo le reazioni della gente comune e delle persone implicate nel processo.

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