Economia & Lavoro

“Vite d’impresa”, imprenditori e dirigenti a confronto. Workshop a Catania

L’equilibrio finanziario come requisito fondamentale per la buona salute di ogni impresa. Di questo e degli strumenti a supporto della tesoreria si discuterà oggi mercoledì 15 maggio, a partire dalle 17, nella sede delle Cantine Nicosia di Trecastagni in occasione del terzo seminario del ciclo “Vite d’impresa” organizzato dalla società di consulenza aziendale Centocinquanta allo scopo di offrire ad imprenditori e dirigenti un’opportunità di approfondimento e crescita professionale attraverso lo scambio di esperienze.

I workshop, in calendario fino al prossimo novembre, sono improntati alla collaborazione e allo scambio di esperienze tra realtà imprenditoriali siciliane dinamiche e capaci di affrontare con inventiva e spirito d’azienda la difficile congiuntura economica attuale.

A parlare di “Dinamiche economico finanziarie e strumenti a supporto della tesoreria” sarà Filippo D’Amico, presidente regionale dell’Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari (ANDAF). “L’impresa – sostiene – può perdurare economicamente nel tempo solo se persegue condizioni di equilibrio sotto il profilo patrimoniale, reddituale e finanziario. L’equilibrio finanziario è funzione delle condizioni di liquidità e di solvibilità dell’azienda. A differenza di quello economico, l’equilibrio tra entrate e uscite di cassa deve essere ottenuto nel breve termine, in quanto l’impresa deve essere in grado in ogni momento di sostenere i pagamenti con gli incassi.”

A margine dei lavori verranno ospitati gli interventi dei rappresentanti di Unicredit e Fidimpresa.

“Qualche anno addietro – spiega Mauro Juvara, presidente di Centoncinquanta – un cliente, imprenditore di indiscusso successo, mi diceva, discutendo di imprese e Sud Italia, che fare impresa è una roba per gente affamata; il giorno in cui sarai sazio, se mai accadrà, sarà quello in cui dovrai considerare l’ipotesi di trasferire l’azienda ai tuoi figli, o, meglio, di venderla. Il successo avuto nel corso dei primi due appuntamenti, di gran lunga superiore alle più ottimistiche aspettative, è una delle possibili rappresentazioni della fame rappresentata in quelle parole: era fame di crescita, fame di conoscenza, di interazione e di miglioramento.”

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