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Vita da Presidente o vita da Crocetta?

Ieri, giovedì 23 luglio, durante la trasmissione In Onda sull’emittente La7 abbiamo potuto constatare in un’intervista esclusiva rilasciata dal Presidente della Regione Siciliana quella che oggi noi definiamo non certo vita da Presidente bensì vita da Crocetta.

La cosa che ci ha più colpito all’interno di un dibattito dove i quesiti erano tanti e le risposte erano fuori quesito, era l’immagine di un furibondo Rosario Crocetta che nel suo interloquire (a senso unico) lasciava intendere di questo “dossieraggio” contro di lui in quanto uomo che ha contrastato la mafia e che scomodo per la mala politica e il malaffare in Sicilia.

Nel suo confusionario discorso, e credetemi non si è capito assolutamente nulla,  ha pure raccontato della sua vita da prigioniero e uomo tutelato dallo stato attraverso la scorta perché appunto nel mirino della mafia e di quei fantomatici 829 mafiosi che ha fatto arrestare nel suo piccolo comune di Gela quando era Sindaco. Da allora il Saro non ha fatto più vita sociale, più prigioniero lui che i mafiosi che ha fatto arrestare.

Ma tornando all’intervista di La7 Crocetta, difendendo la sua relazione con il buon (malo ) Tutino, gridando esclama: “Io mi vedevo con Tutino ogni 15 giorni perché è il mio medico” ma tutti quanti sappiamo che è più un chirurgo estetico.

Ci chiediamo quindi: “Quale sarà la giornata tipo di un Presidente della Regione Siciliana?” Ci poniamo noi tale quesito anche per altre affermazioni dello stesso Crocetta che ha rilasciato in una nostra intervista in cui ci raccontava il suo quotidiano che iniziava da Tusa, in provincia di Messina, e finiva a Palermo e in alcuni casi in Tunisia.

Il quesito che ci poniamo riguarda giusto l’alieno Crocetta. Non riusciamo a comprendere quale tempo rimanesse a disposizione per curarsi della nostra Regione se, alzandosi da letto alle 10 del mattino e mettendosi in strada da Tusa verso Palermo certificava che la sua attività lavorativa, non certo da bidello di scuola (senza volerli offendere) ma da presidente di una Regione “ricca” come la Sicilia, potesse produrre azioni concrete, politiche ed economiche per una Sicilia che non è certo la Svizzera del mondo e di cui lui ne ha fatto sicuramente il Burundi. 

Trascorsa la prima parte della giornata, 9.00 – 13.00 (sveglia e viaggio verso Palermo), il buon Saruzzo chiaramente dedica il suo tempo ai media poiché ha tanto da raccontare e soprattutto ha tanto da ripetere. Sì, cari lettori, proprio perché Crocetta ha una sorta di loop automatico o per essere più precisi ha un sistema di “ridondaggio” cerebrale che fa sì che il suo ripetersi non sembri mai lo stesso ma dai contenuti si evince che spara le stesse minchiate!

E per minchiate intendiamo quello che dice lo stesso vocabolario: discute di banalità, di cose stupide che certamente non servono a una terra come la Sicilia ma ancora di più ai tanti siciliani che da oltre due anni e mezzo attendono l’epilogo di una rivoluzione che non è mai iniziata.

Sì, proprio i siciliani, come si dice dalle nostre parti , hanno le palle piene di un inconsistente, incompetente  e, nella maggior parte dei casi, incapace presidente di amministrare la cosa pubblica tant’è che a molti dei nostri cittadini a cui abbiamo posto la domanda: “Che ne pensa di Crocetta?” nel 99% dei casi la risposta è stata che non gli farebbero amministrare nemmeno il condominio di casa propria.

Non stiamo considerando all’intero della giornata tipo di Crocetta, e non del Presidente della Regione, i lunghi momenti da dedicare al suo stimato uomo politico Lumia e alla sua forse fedelissima Monterosso a cui deve dare conto e ragione del suo operato. A questo punto è probabile, ma non ne siamo certi, che il buon Saro potrebbe trovare un paio di ore della sua travagliata giornata, che va dalle 20.30 alle 22.30, per potere progettare , sempreché lo sappia fare, azioni utili alla Sicilia e ai siciliani. 

Concludo dicendo che a prescindere il caso Tutino – Borsellino, di cui ancora non si sa l’epilogo, il problema di cui dovrebbe preoccuparsi il Presidente Crocetta, dato che non l’ha fatto in questi anni di suo governo, è quello di salvare il salvabile e recuperare i superstiti siciliani che ancora non sono scappati via da questa terra poiché non hanno più economie per potere fuggire o ancora peggio, come dice un nostro detto, “un’annu chiu l’occhi pi chianciri”.

Caro Crocetta, fattene una ragione per te ma soprattutto per noi siciliani che presidente non si nasce ma ci si diventa. E ci si diventa a tempo determinato.

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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7 commenti

  1. Non avete capito nulla del Presidente Crocetta. Il progetto politico del Presudente prevedeva prima di ogni altra cosa: “pulizia”. Troppi ladri, furfanti e mafiosi nei posti chi è della Regione. Lui li ha intercettati e denunciati. Nessuno mai aveva fatto questo. Tutti a criticare ma guardiamo bene il presente e ricordiamo il passato e poi tirate le somme

  2. pensavano fosse gestibile il loro burattino di un presidente, invece si sono trovati con uno che è completamente folle e “prima donna”. adesso provate a sfiduciarlo se ci riuscite.

  3. noi di “un becco di un quattrino” chiediamo al Presidente Crocetta di restare al suo posto perchè vogliamo che tutti gli altri siciliani comprendendo che significa non avere un becco di un quattrino, probabilmente potrebbero entrare a fare parte del nostro gruppo.
    Grazie Presidente per averci reso tutti quasi uguali.

  4. Ho visto l’intervista e, essendo omossuale, si poneva ai suoi interlocutori in modo diverso: con gli uomini con sobrietà, con l’unica donna in studio, invece, arraggiato!
    Sei proprio checca

  5. Caro Rosario, fare il poresidente della Regione è un mestiere durissimo e non si può fare nei ritagli di tempo.
    Capisco che mantenersi in forma e curarsi l’estetica è importante ma non pensi che prima di tutto bisogna dedicarsi ai Siciliani?
    E’ forse meglio pensare al proprio corpo che a quelo di 9 milioni di cittadini?
    io penso che se ti dimetti adesso riceverai un buon trattamento di fine rapporto e potrai spenderteli come meglio credi e alla faccia di tutti.
    Quindi si ci pensi un poco ti renderai conto che le dimissioni non è un atto ingiusto, anzi. Aspettiamo di osannarti subito dopo questo gesto tuo.

  6. presidente il tempo è scaduto. Come dice Panasci i siciliani ti hanno dato il permesso di dimetterti.
    Adesso spicciati

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