Enogastronomia

Vini DOC made in Sicily: pro e contro

Vini DOC Sicilia. Foto Internet

Dopo anni di confronto, proposte e battaglie, la DOC Sicilia – approvata a metà 2011- diventa realtà, grazie alla fondazione del suo Consorzio. Nome: Consorzio vini DOC Sicilia.

«Ritengo che la Sicilia abbia un assoluto bisogno della DOC per valorizzare non solo i vini ma anche tutte le altre denominazioni esistenti». Ha commentato così l’ex presidente della più grande cooperativa dell’isola, le Cantine Settesoli, Diego Planeta, la notizia di una nuova riformulazione della DOC Sicilia.

La DOC Sicilia interesserà a partire dalla vendemmia 2012 tutti i territori viticoli dell’isola e andrà a “coprire” anche quelli fino a oggi ascrivibili alle 22 DOC già esistenti. Nuova denominazione dal 2012 anche per l’Igt, che si fregerà della dicitura Terre Siciliane.

Il Consorzio sarà presieduto da Antonio Rallo (Donnafugata), che in qualità di presidente di Assovini Sicilia ha contribuito in modo fattivo alla nascita della nuova entità.

La viticoltura dell’intera regione vedrà così tutelate le proprie produzioni di qualità da un marchio fortemente riconoscibile e al tempo stesso garantirà presso i consumatori un prodotto controllato, di origine siciliana certificata e con standard qualitativi garantiti dal disciplinare.

Tuttavia, Diego Planeta ha riconosciuto alcuni difetti nella DOC.  “Abbiamo perso la battaglia sull’ imbottigliamento in Sicilia perché la lobby a Roma è molto più forte di quella dell’isola”, ha ammesso. “Ma io preferisco raggiungere almeno il primo passo”, ha dichiarato, riferendosi appunto all’avvento della DOC Sicilia.

Ciò che realmente muta è l‘articolo 5, quella norma del disciplinare che ha diviso le tante anime della produzione siciliana : chiunque abbia imbottigliato Igt Sicilia oltre lo Stretto per almeno due anni, anche non consecutivi, negli otto anni precedenti all’entrata in vigore del nuovo disciplinare, potrà godere di una deroga di 5 anni (prorogabili) “che consenta loro di continuare l’imbottigliamento fuori zona di produzione”.

Vuol dire che i vini che riporteranno in etichetta la dicitura DOC Sicilia potranno essere imbottigliati anche fuori dalla regione. Ma se verranno raccolte le firme dei produttori che rappresentano il 66% (circa 45.000 ettari) della superficie iscritta ad Igt Sicilia, verrà inserito nel disciplinare della Doc regionale la limitazione dell’imbottigliamento in zona di produzione, naturalmente con le deroghe previste dalla legge nazionale. Se invece le firme si fermeranno al 35% (circa 25.000 ettari) il disciplinare non potrà prevedere limitazioni sulla zona di imbottigliamento. Insomma una responsabilità non da poco.

Celeste Bufalino

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.