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Vienna, presentato il film ‘3096 giorni’ sul rapimento di Natascha Kampusch

Foto internet

E’ stato presentato a Vienna il film 3096 giorni che racconta la tremenda vicenda di Natascha Kampusch, rapita da un maniaco quando aveva dieci anni (nel 1998) e tenuta segregata per oltre otto anni. Natascha è arrivata con un’ora e mezza di ritardo ed è stata l’ultima a percorrere il tappeto rosso del Cineplexx.

Thure Lindhardt ha recitato la parte del rapitore Wolfgagng Priklopil e ha rivelato che interpretare quel ruolo è stato “difficile”, mentre Antonia Campbell-Hughes ha descritto il ritratto della Kampusch come “una grande responsabilità”.

Il film è basato sull’autobriografia tradotta poi in sceneggiatura da Bernd Eichinger e Ruth Toma che ha finito il lavoro con la regista Sherry Hormann e il marito e cameraman, Mario Ballhaus.

Dopo 3096 giorni in prigionia, in una una cella di due metri per tre, lo scantinato nella casa di Prikopil alla periferia di Vienna, Natascha riuscì a liberarsi da sola nell’agosto del 2006. Poche ore dopo la sua liberazione, Prikopil si suicidò gettandosi sotto un treno. Dubbi su come andarono veramente le cose, e sulla possibile esistenza di un complice quando la piccola, il 2 marzo 1998, fu rapita mentre si stava recando a scuola, hanno accompagnato per anni le indagini, senza però svolte clamorose.

Numerose le presenze di spicco alla prima viennese che si sono dette impressionate dal film. L’ex ministro dell’Interno Karl Blecha ha detto che il lavoro cinematografico è riuscito a raffigurare gli orrori del tormento della Kampusch.

Natascha non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti.

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