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Vicari: “Micciché strumento di Lombardo”. Castello: “Il Pdl è ossessionato”

Gianfranco Miccichè
Gianfranco Miccichè

Duro attacco della senatrice del Pdl, Simona Vicari, a Gianfranco Micciché, leader di Grande Sud e candidato alla presidenza della Regione.

L’ex sindaco di Cefalù e coordinatrice provinciale del Pdl a Palermo, infatti, sul suo blog personale, ha scritto: “L’inutile campagna di Micciché. Il suo nuovo leader, Raffaele Lombardo, lo sta usando per tentare di rosicchiare qualche voto al centrodestra. Infatti, con il voto disgiunto già previsto e organizzato, il vero candidato del devasta-governatore uscente è Crocetta, sostenuto da molti dei recenti traditori dei siciliani”.

La replica alla senatrice non s’è fatta attendere, pubblicata su ForzadelSud.it da Costanza Castello, coordinatrice nazionale dei Club di Grande Sud:

È una patologia ossessivapreoccupante quella che il Pdl siciliano ha nei confronti di Gianfranco Miccichè. Lo nominano da mattina a notte fonda, attraverso comunicati stampa, nelle conferenze, finanche su Twitter e i social network”.“La loro campagna di denigrazione – ha aggiunto Castello – non ha limiti. Magari, quelli del Pdl, piuttosto che pensare invano a come screditare Gianfranco Miccichè, potrebbero offrire le ricette ideali per risollevare le sorti della Sicilia. Dato che non ne sono capaci, almeno potrebbero impegnare meglio il loro tempo andandosi a cercare quei voti che mancano alle loro liste per raggiungere la soglia del 5%, sempre che ci sia qualcuno ancora disposto a votarli”.

“Simona Vicari – ha concluso Castello – si renda conto di essere lei, assieme al Pdl siciliano, strumento di chi ha distrutto in questi anni la Sicilia alleandosi con la Lega e di chi ha sacrificato sull’altare dei partiti nazionali gli interessi dei siciliani”.

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2 commenti

  1. Non c’è altro Candidato che ha avuto il coraggio di inserire nel proprio programma questi OBIETTIVI:
    APPLICAZIONE INTEGRALE E RADICALE DELLO STATUTO DELLA REGIONE SICILIANA. Abbiamo nel nostro Statuto la base di un’autonomia responsabile, dinamica e creativa, capace di valorizzare le nostre grandi risorse reali, capace di fare della Sicilia una terra ricca, un’”isola felice” del Mediterraneo.
    COMPLETA AUTONOMIA FINANZIARIA E TRIBUTARIA. Basti pensare, che se fosse stato applicato l’art. 37 dello Statuto avrebbe avuto un effetto dirompente per l’economia Siciliana.
    L’IRES (Imposta sul reddito delle società) applicata alle imprese che producono o commercializzano direttamente in Sicilia (ENI, ERG, ENEL, Ipermercati, Auchan, Banche, Pompe di benzina, IBM, Catene di supermercati, ecc…), avrebbe dovuto e dovrebbe, per statuto, restare in Sicilia. Se fosse stata applicata questa norma vi sarebbe stata una tale fonte di vantaggi economici per la Sicilia che avrebbe indirettamente e radicalmente modificato la stessa nostra storia, fatta di emigrazione e di abbandoni, ed avrebbe mutato anche il vivere quotidiano di ognuno di noi per i tanti e tali benefici economici che se ne sarebbero tratti.
    SBUROCRATIZZARE GLI UFFICI REGIONALI e dare le opportune direttive per sburocratizzare gli Uffici degli Enti locali. Bisogna ridurre, sfoltire e tagliare drasticamente tutto ciò che grava, rallenta, ostruisce, come un macigno, l’attività amministrativa che deve sempre essere a servizio dei cittadini e che deve agire per risultati. Richiamare gli Amministratori ad una maggiore attenzione ai processi di efficienza ed efficacia della burocrazia, bisogna attuare veri e propri controlli di gestione, non disgiunti dai controlli di legittimità
    “Un presidente della Regione con le palle non farà passare questa cosa. CON ME SI POSSONO SCORDARE IL MUOS”

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