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Vertenza Trasporti in Sicilia: sindacati chiedono tre audizioni all’Ars

La riorganizzazione dell’Ast, azienda in cui i lavoratori attendono gli stipendi di gennaio vivendo nell’incertezza, del servizio ferroviario nell’Isola penalizzato sempre dai continui tagli attuati da Trenitalia (ultimi sei treni sulla tratta Siracusa – Gela), delle concessioni delle Aziende private del settore del trasporto su strada e dei collegamenti marittimi.

Sono tanti i punti nell’elenco della vertenza del settore Trasporti in Sicilia, per i quali i tre Segretari di Filt Cgil Franco Spanò, di Fit Cisl Sicilia Amedeo Benigno e di Uiltrasporti Sicilia Angelo Mattone, hanno chiesto tre audizioni al Presidente della Commissione regionale Ambiente e Territorio dell’Ars sui Trasporti in Sicilia, sul futuro dell’Ast e sui disagi del trasporto ferroviario siciliano.

“Da tempo chiediamo una svolta nel settore Trasporti in Sicilia – spiegano i tre Segretari – troppo penalizzato dai continui tagli di contributi regionali e di servizio, che hanno penalizzato utenti e lavoratori. E’ ora di stabilire strategie e di rendere produttivo il settore ad iniziare dal futuro dell’Ast, dalla riorganizzazione del settore ferroviario soggetto a continui tagli, e del trasporto marittimo. In ballo ci sono i posti di lavoro e i servizi fondamentali per garantire la mobilità ai siciliani. La politica deve ascoltarci, se ciò non avverrà presenzieremo a tutte le presentazioni e le convention dei candidati alle elezioni europee, per spiegare anche con volantinaggi cosa la politica non ha fatto in tutti questi anni”.

Spanò, Benigno e Mattone aggiungono “Trenitalia – lamentano i tre Segretari – continua a tagliare le corse mentre si attende ancora senza esito la firma del contratto di servizio con la Regione”. Su Ast “L’Azienda mira ormai alla sopravvivenza e i lavoratori non percepiscono lo stipendio. Sul trasporto su gomma serve poi una riorganizzazione delle concessioni per una maggiore efficienza del servizio e sul marittimo il potenziamento dei collegamenti” concludono Spanò, Benigno e Mattone.

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