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“Verdi, narrar cantando”, inaugurazione Teatro Biondo

foto Giulio Favotto

Verdi, narrar cantando è l’omaggio di teatro e musica al genio di Giuseppe Verdi con il quale, martedì 3 dicembre alle ore 21.00, Marco Paolini e Mario Brunello inaugureranno la nuova stagione del Teatro Biondo Stabile di Palermo diretto da Roberto Alajmo.

Offerto in omaggio fino ad esaurimento dei posti disponibili a chi si abbona entro il 5 dicembre, lo spettacolo, prodotto da Jolefilm in collaborazione con AMC – Antiruggine – Fondazione Teatro Regio di Torino, è un’anteprima del cartellone in abbonamento che comincerà a gennaio.

Repliche mercoledì 4 dicembre alle ore 21.00 e giovedì 5 alle ore 17.30.

Nel bicentenario della nascita Verdi, il regista Paolini e il musicista Brunello, con la collaborazione alla drammaturgia e ai testi di Gerardo Guccini e con la regia dello stesso Paolini e di Cesar Brie, hanno concepito un singolare omaggio dimostrando che «Verdi non è solo un musicista, è un uomo di teatro che pensa a un disegno generale e poi ne cura ogni dettaglio per arrivare a un effetto mirato. Verdi, dunque, pensa a uno spettacolo globale».

Da queste suggestioni è nata l’idea di scoprire Verdi non solo dal punto di vista del musicista, ma anche da quello dell’uomo di teatro, per rivelarne la personalità e l’influenza sulla cultura italiana. Paolini lo ricorda raccontando l’uomo attraverso la vita e il lavoro, rievocando episodi particolari, come i suoi funerali, degni di un re, così come li aveva descritti nelle cronache dell’epoca Filippo Tommaso Marinetti.

Non si tratta dell’allestimento di un’opera e della sua esecuzione, ma di un ritratto del Verdi librettista, regista, impresario, patriota e politico. Il violoncello di Brunello, l‘armonium di Stefano Nanni e la maestra del coro Francesca Breschi, ci introdurranno nel mondo dei temi verdiani più popolari, illustrando arie e momenti delle opere entrate a far parte della nostra tradizione culturale e del nostro immaginario. Il pubblico si troverà coinvolto in un irresistibile rito collettivo, che dimostrerà quanto Verdi possa a tutti gli effetti considerarsi un’icona pop. Come spiega Brunello: «Il nostro è un Verdi pop. Non nel senso della musica pop, ma nell’idea di popolare, un artista capace di cogliere il bisogno di storie della gente, lo spirito del suo tempo, e di comunicarlo con una musica per tutti».

La sera della prima, l’azienda “Cantine Settesoli“ di Menfi offrirà una degustazione di vini con assaggi gastronomici.

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