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Venerdì 13 marzo nasce a Palermo Zeste, il nuovo palcoscenico culinario

Valeria Trapani, antropologa dell’alimentazione

Venerdì 13 marzo alle ore 19, a Palermo, in via XX settembre 36, apre le porte con un cocktail inaugurale Zeste.

Zeste è il nuovo palcoscenico culinario in cui protagonista assoluta è la cultura gastronomica che la sua regista, Valeria Trapani, antropologa dell’alimentazione, metterà in scena nelle attività quotidiane con una cucina da fare, imparare, comprendere, condividere e raccontare.

Nata dall’idea di unire un caffè letterario, una scuola di cucina, un bistrot e un centro di cultura enogastronomica, Zeste attraverso corsi, laboratori, eventi, degustazioni, giornate a tema, mostre, workshop, team building, master class, show cooking e incontri, rivisita la nozione di cucina.

Fuochi, piatti, libri, tavoli e pentole danno corpo a una cucina della molteplicità, vicina al territorio, densa di storia, attenta alla qualità, paladina della tradizione ma allo stesso tempo attenta ai tempi e agli stili di vita contemporanei, in cui fast e slow convivono declinando una cucina sana, pratica e moderna.

A differenza dell’offerta vigente volta quasi esclusivamente o alla sola pratica culinaria o al consumo, Zeste, si rivolge all’utenza ponendo l’accento sulla valenza culturale del cibo e insignendo nella pratica, sia che si tratti di preparare o consumare,  il gesto alimentare di valori appartenenti alla cultura che li ha generati.

Alla base dei laboratori di cucina, piuttosto che delle degustazioni o delle iniziative a carattere gastronomico c’è sempre una profonda attenzione all’aspetto culturale dell’alimentazione, dell’alimento e delle pratiche alimentari.

Zeste propone una cucina prêt-à-porter ma di “taglio sartoriale” sempre attenta ai dettagli e alla qualità.

Ogni iniziativa promossa da Zeste punta a una conoscenza sinestetica del gusto e del cibo, cercando di sviluppare in ciascuno una maggiore coscienza critica e capacità di discernimento su ciò che si mangia e si porta in tavola.

L’attività quotidiana di Zeste si declina in corsi e laboratori assecondando le esigenze  di un bacino di utenza ampio e diversificato. Si terranno, quindi, corsi pomeridiani, mattutini e serali per: adulti, bambini, principianti, esperti, vegetariani, cucina veloce a km 0, gluten free.

Appuntamento principe sarà il venerdì, dalle 17.30 alle 21.30, con un corso degustazione dedicato alla storia dell’alimentazione e alla riscoperta di alimenti ormai perduti nel disuso, e il brunch della domenica, riservato al connubio narrativa e gastronomia, con piatti ispirati ogni volta da un testo letterario.

Particolare attenzione sarà data alle lezioni di cucina del sabato pomeriggio destinate ai bambini e quelle mattutine rivolte ai turisti. Per quel che riguarda i corsi per più piccoli, il sabato pomeriggio dalle ore 16,30, si partirà dalle preparazioni semplici volte alla comprensione del processo di trasformazione del cibo in alimento pronto.

Attraverso la manipolazione e un approccio pratico ricreativo si cercherà di fornire ai più piccoli un bagaglio accessorio di competenze sia di ordine pratico che teorico, stimolando: la conoscenza del cibo, del territorio e delle norme di una alimentazione sana e equilibrata; la scoperta di sapori e saperi nuovi; la socializzazione; lo sviluppo di competenze ed abilità pratico e teorico; l’accrescimento di una logica consequenziale, la sperimentazione e il problem solving; il valore della condivisione; la gestione del successo e dell’errore.

Le cooking class  destinate all’utenza di tipo turistico, daranno la possibilità ai visitatori di  esplorare il territorio attraverso un percorso a ritroso dalla tavola alla terra .

Attraverso la cultura alimentare di un popolo si riflettono le peculiarità più caratteristiche di un luogo e della sua gente, che altrimenti rimarrebbero in ombra, e si consente, anche al turista di passaggio, attraverso la preparazione pratica di relazionarsi concretamente con le caratteristiche che contraddistinguono il territorio rendendolo protagonista e libero interprete della terra di cui è ospite.

In tal modo, sintetico ma approfondito, si vuole offrire al turista la possibilità di imparare, scoprire e vivere da protagonista il luogo di cui è visitatore.

La cucina della memoria, dei sapori perduti che racconta la storia del territorio e delle sue genti, ma soprattutto un’occasione per valorizzare il nostro patrimonio gastronomico e restituire al visitatore una visione più articolata dello standard tradizionale e folkloristico, non sempre di buona qualità, ad esso destinato.

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