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VENDESI ISOLOTTO DELLE FEMMINE

Isolotto delle Femmine – veduta aerea

Isolotto delle Femmine. 3,5 milioni di euro il prezzo di vendita. Nemmeno tanto per un’isola siciliana a completa disposizione, tanto più se si tratta di un piccolo paradiso terrestre di 15 ettari dalla bellezza mozzafiato. “Neanche esagerato, per chi ambisca ad avere un’isola siciliana tutta sua, in cui vivere in tutta tranquillità” incalza l’inusuale inserzione online  della fortunata agenzia immobiliare “Romolini” designata per la vendita specializzata in proprietà di lusso con sede ad Arezzo.La notizia è esplosa due mesi fa e ha immediatamente fatto impazzire il web. Se ne discute ancora sui social e nelle opportune sedi ma i veri protagonisti del piccolo giallo tutto siciliano sono in tre.

I “legittimi” proprietari discendenti di Rosolino Pilo, che si sono dichiarati tali dal 1600 e in possesso di tutta la documentazione necessaria a dimostrarlo; il primo cittadino Stefano Bologna che si è opposto alla vendita definendola una provocazione e, last but not least,  gli abitanti della vicina, omonima terraferma che punti nel vivo orgoglio che contraddistingue i siciliani, hanno avvertito l’eventuale cambio di proprietà come una minaccia al proprio, trascurato, patrimonio.

Torre di guardia danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale (“Operazione Husky” del 1943)

Sì, perché l’incuria in cui versa l’unica costruzione presente sull’isolotto, ovvero la torre di guardia danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale – “Operazione Husky” del 1943 – e mai restaurata (mancanza di fondi lì dove non mancasse espressamente la volontà di intervenire?) che è lo sfondo naturale per chi percorre in macchina l’autostrada per Trapani è, per dirla tutta, in aperta contraddizione con la ricchezza naturalistica e paesaggistica dell’isolotto, già Riserva naturale, per decreto della Regione Siciliana, sito UNESCO e area marina protetta affidata alla Lipu dal 1998.

Al fine di sgomberare il campo dai malintesi che da qualche tempo circolano tra gli organi di stampa e sul web è intervenuto Vincenzo Di Dio, direttore della “Riserva Naturale Orientata Isola delle Femmine”, il quale si è espresso così: “L’Isola delle Femmine è effettivamente di proprietà privata – ha dichiarato – non deve quindi stupire né che dal legislatore vengano istituiti dei vincoli su una proprietà privata ritenuta di altissimo valore ambientale o paesaggistico, né che i proprietari abbiano deciso di porla in vendita. Chiunque decidesse di acquistare l’Isola delle Femmine, che sarà il benvenuto, certamente preventivamente avrà valutato che i vincoli ambientali sono così chiari e stringenti che non è possibile ipotizzare alcuna forma di “sfruttamento commerciale” o “sviluppo economico” se non quello ambientalmente sostenibile, rispettoso della natura del luogo e consentito dalle vigenti normative”.

Intanto una sottoscrizione popolare on-line lanciata per iniziativa di alcuni esponenti del M5S per scongiurarne la messa in vendita affinché l’isola resti patrimonio della collettività congiuntamente ad una raccolta fondi cui è possibile partecipare collegandosi a www.produzionidalbasso.com, và molto a rilento, anzi non ha mai preso vita sotto il profilo delle donazioni.

Sia come sia, la Procura della Repubblica di Palermo aveva già disposto il sequestro del sito nei confronti dei “proprietari” nel 2008 proprio a causa del desolante stato di abbandonol. Che sia la volta buona che il nuovo, fortunato, proprietario riesca nell’intento di restituirlo al suo splendore? A dispetto dei risvolti dell’intera vicenda tuonano ancora le parole del Sindaco che così si era espresso: “Anche ipotizzando un passaggio di proprietà, l’unico uso che se ne potrebbe fare è di riserva integrale ambientale. Chiunque la comprasse, poi potrebbe solo guardarla».

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