PoliticaPrimo Piano

Veltroni fa un passo indietro e la vecchia guardia del Pd trema

Walter Veltroni (foto di Daniele Badolato)

Senza Walter. Così, parafrasando il titolo di un famoso romanzo di Veltroni, si potrebbe sintetizzare la decisione dell’ex segretario del Pd di non ricandidarsi alle prossime elezioni politiche.

L’annuncio è stato fatto davanti alle telecamere della trasmissione di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’, nel corso dell’intervista però Veltroni ha precisato che il suo non è un disimpegno: “Rinunciare a fare il parlamentare non vuol dire rinunciare a fare politica. Continuerò a fare politica, ad impegnarmi in quello a cui sempre creduto, cioè l’impegno civile, la battaglia di valori sulla legalità”.

La preoccupazione principale dell’ex sindaco di Roma però è sembrata quella di non apparire come la prima vittima del rottamatore Matteo Renzi, così Veltroni si è lanciato in una dura critica del concetto di ‘rottamazione’: “A me la parola rottamazione non piace perché si rottamano le cose, non si possono rottamare le persone, le idee, le storie, i valori, le fatiche che ciascuno ha compiuto”.

“La nostra generazione – aggiunge Veltroni – politicamente ha vinto e ha perso. Si vince e si perde. Quello che possiamo dire è che però questa generazione ha portato al governo per la prima volta nella storia di questo paese la sinistra unita e ha consentito alla sinistra di vincere e governare in tante regioni, provincie e comuni”.

E Veltroni non ha nascosto una nota di orgoglio come padre del Partito Democratico, che proprio ieri compiva 5 anni, soprattutto per non essere accomunato ai bersagli principali dei rottamatori, cioè Massimo D’Alema e Rosy Bindi. E proprio per il suo storico rivale e per la sua ex collega di governo Veltroni non ha speso una parola, che però ha preferito spendere per altri parlamentari che potrebbero essere ‘vittime’ dei rottamatori: “Si parla molto di Bindi e D’Alema ma non si dice che con la rottamazione non entrerebbero persone come Enrico Morando, Pierluigi Castagnetti, Arturo Parisi. Persone che fanno del bene al Parlamento. L’importante non è solo la carta d’identità. Vittorio Foa era anziano ma era uno straordinario innovatore. Fiorito è giovane ma non è un innovatore”.

Di certo c’è che la scelta di Veltroni mette in difficoltà la nomenclatura democratica, non è un caso che nessuno dei vertici del Pd abbia commentato il passo indietro dell’ex sindaco di Roma.

Il gelido silenzio dello stato maggiore del Pd è il segno più evidente del timore che la decisione di Veltroni inneschi un incontrollabile effetto domino che metta in difficoltà i veterani del parlamento da D’Alema ad Anna Finocchiaro, passando per Arturo Parisi e Franco Marini.

Sono infatti 24, escluso Veltroni, i parlamentari del Partito Democratico che hanno fatto oltre 15 anni in parlamento e avranno bisogno di ricorrere alle eccezioni previste dallo Statuto per ricandidarsi nel 2013. Renzi permettendo.

Adriano Frinchi

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Un Commento

  1. Veltroni compie un gesto di cui, sinceramente, stento a comprendere le cause. Dice e non dice, perché si sbriga a specificare che non è una scelta dettata dalle martellate di Renzi, ma nemmeno ci spiega perché lo fa. Perché rinuncia a una sicura elezione? Forse vuole iniziare a fare il “grande vecchio” da fuori? Oppure si è accorto che tra Bersani, Renzi e l’esterno Vendola, lui non è più protagonista?
    Qualcuno mi ha detto: “Ma perché non si ricandida a Roma? Il Pd vincerebbe a mani basse”. Questo è vero, ma a me personalmente non andrebbe bene: basta minestre riscaldate, basta i “bis”. Io ancora aspetto che Veltroni mantenga la promessa del 2008 e se ne vada in Africa.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.