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Vasco: “Ho pensato al suicidio. Sono rinato grazie anche a Facebook”

“Volevo farla finita – confessa il rocker – ma non ho visto la luce nella fede: mi ha aiutata l’affetto della mia famiglia, dei fan, mi è stato di conforto Internet”. E dopo tre giorni di coma, ha persino rivisto la decisione di dimettersi dalla musica. Così parla Vasco Rossi dopo che ha rischiato di morire a causa di un batterio killer che aveva attaccato il miocardio. “Sono vivo per miracolo ma del resto è la vita stessa a essere un miracolo”.

Ora il Blasco tornerà a cantare negli stadi, a Torino e Bologna, dal 9 giugno. E adesso che la paura è passata racconta a Repubblica  il dramma che ha vissuto nel 2012: “sono finito in terapia intensiva, ho perso conoscenza per tre giorni. Poi altri venti di cure e riabilitazione”.

Tra ottobre e novembre è stato male ancora: “Non mi muovevo più bene, iniziavo a non essere autosufficiente. Un braccio mi si era bloccato, non riuscivo a mangiare con la forchetta e neanche più a masticare”. Ad aiutarlo, oltre alla famiglia, è stato Facebook: “E’ il mio compagno di viaggio di questi due anni. Ho scoperto il gioco di stare insieme a tanta gente stando seduto da casa. Ho trovato il mio profilo pubblico uno strumento potentissimo di comunicazione”.

Adesso però si riparte con un tour: “Ho inserito le canzoni più dure, di carattere sociale che ho scritto venti anni fa e che sono ancora di attualità tipo ‘C’è chi dice no’, ‘Gli spari sopra’ e ‘Stupendo’. Ho intenzione di morire su un palco, io, mica in un letto d’ospedale”.

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