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Università di Palermo, classificata tra le peggiori d’Italia

Università di Palermo. Foto Internet

Secondo l’esito di uno studio condotto dal “Il Sole 24 ore”, finalizzato a stilare una classifica tra le 61 università d’Italia, l’Ateneo di Palermo avrebbe conquistato la penultima posizione.

Il quotidiano avrebbe tenuto conto di vari indicatori, tra cui la didattica, la ricerca e il voto degli studenti. A dividersi il podio sono l’università di Verona, che si distingue principalmente per la ricerca, e  l’eccellente università di Trento che spicca per la qualità dell’insegnamento, per i corsi di lingua, le esperienze di studio all’estero e la possibilità per gli studenti di entrare in contatto col mondo del lavoro attraverso stage e tirocini.

Trento, specialmente negli ultimi anni ha ottenuto il primato in un numero sempre crescente di classifiche: lo scorso anno è risultata l’unica università italiana tra le migliori 220 del mondo e quest’anno si è aggiudicata il titolo di miglior Ateneo italiano, insieme a Verona.

“Un risultato che ci rende molo felici, anche se siamo consapevoli della relatività di queste classificazioni” ha affermato la rettrice di Unitrento, Daria de Pretis. E ha avanzato una proposta: “un giorno dovremo incontrarci tutti, per studiare dei criteri comuni”.

A scalare la classifica, dopo Verona e Trento, sono le  seguenti strutture del nord Italia: il Politecnico di Milano, l’Alma Mater di Bologna e l’università di Padova ; mentre tra gli Atenei non statali spiccano il San Raffaele di Milano, la Bocconi, la Luiss di Roma e il Roma Campus Biomedico.

Le università siciliane, insieme a buona parte di quelle del sud, si sono invece rivelate le peggiori d’Italia e sono precipitate in fondo alla classifica:  al trentanovesimo posto Messina,  al cinquantunesimo Catania e al penultimo posto Palermo, insieme a Napoli II Università e Perugia Stranieri.

“Questi risultati sono disegnati dal nuovo pacchetto di indicatori, che rispetto alle edizioni precedenti delle “classifiche di qualità” offrono un quadro più ricco e articolato”  spiega Gianni Trovati del “Sole 24 Ore”. Sono infatti 12 gli indicatori utilizzati quest’anno in base ai quali si è calcolato il risultato finale: sostenibilità, borse di studio, attrattività, stage, mobilità internazionale, dispersione, efficacia, occupazione, qualità scientifica, competitività nella ricerca e qualità dei dottorati e voto degli studenti. E’ proprio in base a quest’ultimo dato che l’università di Palermo si troverebbe penultima in  classifica.
Paola Siciliano

 

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