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Unicredit sostiene il progetto “Liscabianca – navigare nell’inclusione

liscabiancaUniCredit ha deciso di sostenere concretamente il progetto “LiscaBianca – navigare nell’inclusione” fornendo un contributo economico grazie al quale è stato possibile acquistare una fresa a controllo numerico, un macchinario moderno in grado di ottimizzare le lavorazioni di restauro dell’imbarcazione.

Nel 1984  i coniugi Sergio e Licia Albeggiani partirono per un giro del mondo a bordo di LiscaBianca, un veliero oceanico costruito a Porticello ed interamente in legno. Tornarono dopo tre anni e pronti a ripartire. Nel 1989 il secondo viaggio si interruppe a Las Palmas con l’improvvisa scomparsa di Sergio Albeggiani e la moglie Licia tornò a Palermo con la barca. Negli anni successivi LiscaBianca subì un progressivo abbandono rischiando più volte la demolizione. Nel 2013 il sociologo Elio Lo Cascio e il progettista navale Francesco Belvisi videro LiscaBianca in un cantiere della periferia di Palermo e decisero di provare a salvarla dalla demolizione. Nel progetto di recupero di LiscaBianca vennero coinvolte da subito l’Associazione Apriti Cuore,  l’Istituto Don Calabria, Yam Marine e l’Istituto per i Minorenni di Palermo ex Malaspina. Nacque così il progetto “LiscaBianca – navigare nell’inclusione” che coinvolge nel restauro dell’imbarcazione i ragazzi del Malaspina e gli ospiti della Comunità di recupero per ex-tossicodipendenti Sant’Onofrio di Trabia.

“Il nostro contributo economico – ha osservato Roberto Cassata, Responsabile Settore Pubblico e Sviluppo del Territorio Sicilia di UniCredit – è stato reso possibile grazie ai fondi raccolti attraverso UniCredit Carta E, la carta di credito del Gruppo UniCredit che, senza alcun costo aggiuntivo per il titolare, destina il 2 per mille di ogni spesa effettuata ad un fondo destinato ad iniziative e progetti di solidarietà”. “La nostra donazione – ha proseguito Cassata –  ha voluto aiutare un progetto iniziato nel 2013 e portato avanti con impegno e abnegazione da un gruppo multidisciplinare di professionisti e al quale partecipano l’Associazione Apriti Cuore, l’Istituto Don Calabria, Yam Marine e l’Istituto per i Minorenni di Palermo. Siamo stati i primi a credere nella validità del progetto che persegue il nobile fine dell’inclusione sociale e già nel 2013 abbiamo fornito un contributo economico che ha consentito di coprire i costi del trasporto eccezionale della barca da Palermo a Trabia e di sostenere le prime spese di adeguamento del capannone agricolo in disuso che è diventato un cantiere navale. Ora, con l’acquisto della fresa, sarà possibile accelerare le lavorazioni di restauro dell’imbarcazione e anche realizzare altri progetti”. 

“Fin dal primo momento abbiamo definito quella di LiscaBianca una Impresa Epica – ha spiegato Elio Lo Cascio, Coordinatore del Progetto – proprio perché eravamo consci delle difficoltà che avremmo incontrato nel proporre un nuovo modo di affrontare un tema sociale delicato e attuale come quello dell’inserimento lavorativo. LiscaBianca, infatti, è un progetto che potremmo definire atipico proprio per la sua connotazione imprenditoriale che vuole unire arti e mestieri tradizionali all’utilizzo di nuove tecnologie.”

Francesco Belvisi, Responsabile Tecnico di Progetto LiscaBianca, ha aggiunto che “da subito era chiaro che non avremmo potuto affrontare il restauro in modo totalmente tradizionale, e la sfida era anche quella di integrare competenze di un tempo e metodi moderni in grado di ottimizzare le lavorazioni per efficienza ed efficacia. La scelta di dotare il cantiere di un macchinario moderno è coerente con l’attitudine imprenditoriale, e UniCredit ha sposato in pieno la filosofia dell’investimento guardando al futuro.”

“Il contributo di UniCredit è di estrema importanza sia in termini assoluti per ciò che ha permesso concretamente di realizzare, sia per il suo valore relativo – ha aggiunto Nadia Lodato, Responsabile dell’Area Sociale di Progetto LiscaBianca – Infatti, soprattutto all’inizio quando in tanti non nascondevano scetticismo, UniCredit per prima ha mostrato il coraggio di dare fiducia e l’ha fatto con gesti concreti, che sono serviti anche esempio per altri partner che successivamente sono saliti a bordo di LiscaBianca. Se oggi possiamo lavorare con INAIL, SPRAR, lo dobbiamo anche a quel primo, significativo contributo iniziale. Era il 4 dicembre 2013 quando presentavamo il Progetto al Teatro del Malaspina. Esattamente due anni fa, eravamo tesi ed emozionati e a guardare indietro vengono i brividi. Gli stessi brividi che vengono anche oggi – 2 anni esatti dopo – guardando il cantiere, le attrezzature, i volti dei ragazzi che lavorano, la barca quasi finita… “.

Sì, perché il restauro di LiscaBianca è quasi completo, manca ancora l’ultimo sforzo. E intanto, sognando e progettando, già si pensa alla prossima Impresa Epica.

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