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UniCredit. “Il Giorno del Giudizio” diramato il nuovo piano industriale lacrime e sangue

Si attende la reazione dei sindacati che si preannuncia di grande opposizione al nuovo business plan

E’ stato diramato il nuovo “Piano industriale” di UniCredit, da una prima disamina a caldo si evincono solo tagli e riduzioni drastiche sul personale e le agenzie del perimetro Italia, non tarderà ad arrivare la forte reazione delle forze sociali e dei corpi intermedi  dai quali si hanno avuto dei segnali di contrarietà totale nei mesi passati  nei confronti dei nuovi progetti del Ceo di UniCredit,  Jean Pierre Mustie,  boatos dovuti ad alcune fughe di notizie da Piazza Gae Aulenti che adesso si sono rivelati amaramente veri.

Unicredit ridurra’ il personale di circa 8.000 unita’ nell’arco del piano 2020-2023 mentre l’ottimizzazione della rete di filiali portera’ alla chiusura di circa 500 sportelli.

Unicredit punta a creare 16 miliardi di valore per gli azionisti nell’arco del piano 2020-2023 e aumentare al 40 per cento la distribuzione di capitale per il 2019. (fonte ANSA)

Jean Pierre Mustier, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A, ha dichiarato: “Grazie all’instancabile impegno di tutti i colleghi, abbiamo portato a termine con successo Transform 2019, superando i target chiave e ponendo solide basi per il piano strategico 2020-2023, Team 23. Ciò dimostra che sappiamo come raggiungere gli obiettivi in ogni contesto macroeconomico. In seguito alle nostre azioni decise e alla nostra attenzione rigorosa al de-risking e al rafforzamento dello stato patrimoniale, oggi UniCredit ha una solida base di capitale. Sulla base del successo di Transform 2019, contiamo di aumentare la nostra distribuzione di capitale per il 2019 al 40 per cento, il doppio rispetto al target iniziale del piano, compresa la proposta di riacquisto di azioni del 10 per cento. Team 23 è incentrato sulla massimizzazione della creazione di valore per gli stakeholder, inclusa una rinnovata attenzione alla soddisfazione del cliente grazie a processi semplificati e a prodotti innovativi nonché a un maggiore ritorno per gli azionisti. Durante l’arco del piano prevediamo di generare 16 miliardi di valore per gli investitori tramite una combinazione di dividendi, riacquisti di azioni e incremento del patrimonio tangibile. Continueremo a far leva sui nostri vantaggi competitivi: la rete presente in Europa occidentale, centrale e orientale, la posizione di banca di riferimento per le PMI Europee e l’ampia e crescente base di clienti. Per tutta la durata del piano continueremo a cogliere le opportunità commerciali mantenendo allo stesso tempo uno stretto controllo su rischio, disciplina nell’esecuzione e controllo dei costi. Al contempo, più che mai, la sostenibilità rappresenta una parte centrale di tutto ciò che facciamo ed è pienamente integrata nel nostro processo decisionale e aziendale, come annunciato il 26 novembre. Sono molto orgoglioso di tutto il team UniCredit e di quello che abbiamo conseguito nel corso degli ultimi tre anni. Sono anche molto grato per l’impegno e la dedizione di ognuno. Insieme siamo One Team, One UniCredit e ci impegniamo a fare la cosa giusta e a realizzare Team 23.”  (Fonte UniCredit)

Non tarda la replica del leader della FABILando Maria Sileoni che dichiara:  Jean Pierre Mustier farà come Lakshmi Mittal per la ex Ilva di Taranto: chiederà uno scudo penale per Unicredit? Nel nuovo piano non è prevista alcuna assunzione e Unicredit è una banca nella quale le lavoratrici e i lavoratori hanno già fatto molti sacrifici: gli 8.000 esuberi inseriti nel nuovo piano industriale si andrebbero ad aggiungere ai 26.650 posti di lavoro tagliati a partire dal 2007. Stesso discorso per gli sportelli: ne sono stati chiusi 1.381 e Mustier ne vorrebbe chiudere altri 500, recidendo ancora di più il rapporto con la clientela e il legame col territorio.
Non c’è da sorprendersi per gli 8.000 esuberi, adesso proveranno addirittura a dire che sono 2.000 in meno rispetto a quei 10.000 che la stessa banca ha fatto filtrare a fine luglio.

Ma il giochetto è banale e si smascherano da soli. Il piano industriale così com’è non può nemmeno essere preso in considerazione.

Mustier non ha realizzato un progetto che guarda alla crescita, allo sviluppo e al futuro, ma ha creato le condizioni per tagliare i costi così da aumentare gli utili che non riesce a produrre industrialmente, che in quattro anni saranno di 17 miliardi, e distirbuire dividendi per 8 miliardi. La banca è destinata a galleggiare col rischio di essere mangiata al primo passaggio di squalo.

Sono pronto a confrontarmi pubblicamente, anche in uno studio televisivo, con Mustier e chiedo alla politica di intervenire nell’interesse del Paese”.

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Filippo Virzì

Giornalista radio/televisivo freelance, esperto in comunicazione integrata multimediale.

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Un Commento

  1. Avatar sporcamp, giaciella, maullixio, terensulla, e cocuzzolo e loschi... ingiuria passeggio e calunnia e simulazione di reato in zona ha detto:

    a nessuno….imperessi tu

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