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“Una luce per Daniele”, fiaccolata di commemorazione per Discrede

Il Comitato spontaneo “Una luce per Daniele”, composto da amici e parenti di Daniele Discrede, ha organizzato mercoledì 25 giugno 2014, alle ore 20.45, una fiaccolata di commemorazione che partirà dalla piazza di Passo di Rigano e si concluderà in Via Roccazzo 92, presso l’attività commerciale dove è stato commesso l’efferato omicidio.

Infatti la sera del 24 maggio scorso, durante una rapina dall’esito sanguinoso, ha perso la vita Daniele Discrede, 42 anni, colpevole alle ore 22 di un sabato sera, di non essere in pizzeria con la figlia, ma con la stessa di essere ancora al lavoro a chiudere la propria attività.

Sin dai momenti successivi al tragico evento è stato apprezzato il lavoro degli inquirenti e dei magistrati preposti al caso, caratterizzato, peraltro, anche da una grande umanità nei confronti dei familiari della vittima, riscontrato dai congiunti di Daniele.

Ma passato quasi un mese dalla scomparsa di Daniele, nessuna traccia o ipotesi investigativa è stata formulata per giungere alla definizione della vicende ed ad assicurare gli assassini alla giustizia.

Di conseguenza la famiglia Discrede, pur comprendendo le notevoli difficoltà a cui sono sottoposte le forze dell’ordine nell’espletamento del loro compito, avverte una sensazione di disagio, quasi di abbandono, non spiegandosi dall’esterno la mancanza di informazioni da parte degli inquirenti e la mancanza assoluta di segnali da parte delle forze di polizia sul territorio.

Dalla sera, infatti, del fatto criminale, nella borgata di Passo di Rigano e nei dintorni limitrofi, non è stato notato un aumento della presenza di tutori dell’ordine, sotto forma di posti di blocco o di presenza visibile nelle strade e per le vie.

Per episodi molto meno gravi dell’uccisione di un lavoratore assolutamente incensurato e lontano dalla frequentazione di ambienti equivoci, si è assistito ad uno spiegamento di polizia e carabinieri sul territorio davvero degno di risalto.

Ci si sarebbe aspettato anche da parte degli inquirenti un’indagine a tappeto su amici e parenti di Daniele, ognuno per la sua parte capace di fornire, presumibilmente, elementi utili ad indirizzare le indagini nella giusta maniera.

Ci si chiede come mai in un’epoca di copertura satellitare a 360° dell’intero pianeta, non si riesca a trovare traccia dei movimenti di questa vettura, già rubata qualche tempo prima, e quindi in movimento dal luogo del furto al luogo dove è stata nascosta; dal nascondiglio al luogo della rapina; dal luogo della rapina a dove è stata ritrovata incendiata.

Si ha la sensazione che questo di Daniele Discrede, fortunatamente, non potendosi classificare ad oggi come delitto di mafia o di racket, insomma senza un’etichetta classica, sia stato declassato a delitto di serie B, con una conseguente attenzione dedicata non degna della grande ribalta.
Questo aspetto inquieta ogni cittadino, oltre che i congiunti e gli amici della vittima, che vede annacquato un elemento basilare della società civile, che è la protezione e la sicurezza, nella paura che un qualsivoglia anti stato possa occupare tale ruolo di vigilanza.

La famiglia Discrede, pertanto, seppur con grande discrezione, nello stile che l’ha sempre caratterizzata nel lavoro e nei rapporti con gli altri, chiede a gran voce giustizia, ricordando che qualsiasi causa si scoprirà nell’omicidio di Daniele, rammentando a tutti che non è ammissibile perdere la vita mentre si sta lavorando e che in tal senso per le vittime non ci sono categorie di appartenenza: sono tutte uguali com’è uguale il dolore e lo strazio dei familiari colpiti da tali tragedie.

Nella certezza e nella fiducia che chi di dovere compia quel doveroso e umano slancio nell’incentivare le indagini, per riconoscere verità è giustizia ad un ragazzo di 42 anni, ucciso sul posto di lavoro davanti alla propria figlia.

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