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Una donna uccisa ogni due giorni: quando l’anima brucia più dei lividi

Foto da Internet

Una donna uccisa ogni due giorni. È questa la triste statistica che emerge da alcuni dati raccolti da Telefono Rosa e Istat, che dall’inizio del 2012 hanno contato ben 100 vittime, morte spesso in contesti familiari, uccise dal partner o più in generale da persone da esse ritenute “care”.

L’Italia, messa in ginocchio dalla crisi economica, nasconde subdolamente un’altra crisi, quella sociale, che si palesa solo nei casi estremi, ma neppure tanto, di omicidio. Ma non è solo questo. Non c’è solo la morte. La violenza sulle donne è un tabù, in pochi ne parlano, ma esiste. Come un’ombra aleggia su una società già martoriata, sfiancata dalle difficoltà quotidiane e quindi assume le sembianze di sfogo, oppressione fisica e mentale. “Uomini che odiano le donne”, oltre al titolo di un famoso romanzo di Stieg Larsson, potrebbe essere il titolo dell’istantanea della nostra società odierna, dove la donna non muore di fame, non di malattia o di parto. Muore d’omicidio. Omicidio che i più si ostinano a chiamare ancora “passionale”.

Ma cos’è la passione? Cos’è l’amore? Se questa ne è la definizione migliore io non amo, non voglio amare. Se dare uno schiaffo ad una donna per gelosia o rabbia è passione, lungi da me essere anche solo sfiorato da un simile sentimento. Sappiamo tutti che non è così e io stavo solo amaramente ironizzando. Sappiamo tutti che la donna non subisce violenza per amore. Sappiamo che non viene uccisa per passione. La donna viene uccisa perché donna, appunto.

Ma io sono anche convinto che la vera morte, per una donna, si consumi quando questa non viene ascoltata. Quando il suo grido d’aiuto cade nel vuoto, ignorato, un po’ per omertà, un po’ per mancanza da parte delle istituzioni. Quando le quattro mura in cui vive diventano la sua gabbia e le persone più care i suoi aguzzini, ma soprattutto quando nessuno fa nulla per evitare e fermare tutto questo.

Oggi come oggi non esiste una legge a tutela del sesso femminile. Riprendendo in mano le statistiche scopriamo come l’87% di quelle che hanno subito violenze avevano già chiesto aiuto, invano. Ci si preoccupa delle donne quando queste riempiono le pagine di cronaca nera sui giornali, o peggio ancora quando si tratta di denudarle, vendere la loro immagine in tv, sulle riviste di gossip e sui cartelloni pubblicitari. Tutti sintomi di una società malata, deviata, secondo la quale la donna non è altro che un oggetto. Nient’altro che un contenitore vuoto, un corpo privo della sua anima.

No, non è così. Se c’è un contenitore vuoto, quella è la testa di coloro i quali si macchiano di femminicidio, perché questa è la portata assunta dal fenomeno: una serie lunghissima, interminabile di violenze perpetrate su quello che non è affatto il “sesso debole”, ma il sesso dimenticato, umiliato, oltraggiato e mortificato. Il sesso che piange in un angolo, cui l’anima è stata strappata e il cuore brucia più dei lividi. Il sesso che “non si tocca nemmeno con un fiore”, ma che del fiore, appassito e privo di petali, assume le forme. E’ questa l’immagine, riflessa allo specchio, del nostro Paese. Un paese di uomini che odiano le donne.

Paolo Guagliardito

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14 commenti

  1. O magari il signor Escobar è recalcitrante alle idee espresse dal giornalista perché si sente chiamato in causa? D’altronde uno che ha questa idea delle donne…

  2. al sign. escobar:
    ma lei si è sentito così offeso, da un giornalista che , conferma che le donne quando, spesso accade, volgiono essere uguali nei diritti, come i maschietti?, il suo livore, se fosse il mio partner, mi farebbe paura. Troppa rabbia , si sente colpito da tanta conprensione nei nostri confronti?.

    patti

  3. Signor escobar, voglio precisare che l’articolo ricalca semplicemente il mio pensiero, tant’è che è inserito nella categoria “Spazio Libero”, quindi ripeto, come ho scritto sopra, che non è legge marziale e che non pretendo certo siano tutti d’accordo. Il mio elenco di nomi non era che un modo per enfatizzare la mia frase finale, dato che per 5 o 6 donne uccise di cui si parla nei tg, ce ne sono 20 di cui non si parla e che vengono uccise nel silenzio e nell’indifferenza.
    Le statistiche che sto citando sono quelle di Telefono Rosa e Istat, e ribadisco che a mio avviso una donna uccisa in maniera violenta ogni due giorni è comunque un numero folle. Se lei tende a giustificare un numero simile è libero di farlo, io mi astengo dal suo pensiero, lontano dal mio anni luce e confermo che secondo me, sì, abbiamo un problema per quanto riguarda la posizione della donna, troppo spesso maltrattata o “oggettizzata”.
    Saluti.

    1. con questo la saluto invitandovi a leggere l’articolo http://www.focus.it/community/cs/forums/thread/477057.aspx ..questo signore spiega (avendone tra l’altro titolo) bene e con straordinaria precisione cosa sta succedendo nel mondo e in particolare in italia e non è un giornalista esperto di niente… e mi perdoni se sono più portato a credere a lui che a lei… pero se alzo il gomito forse inizio a credere a babbo natale e a come lei sostiene certe ipotesi e certe tesi… poveri noi…. 🙁

  4. gentile signor giornalista citare nome e cognome delle donne uccise non allunga comunque il brodo… 23% sul totale significa sempre e comunque 140 donne uccise… possiamo tutti piangere commuoverci e dispiacerci…. ma poi si passa all’analisi dei fatti oggettivi … quelli che bisogna misurare per capire cosa sta succedendo… l’onu fa capire quanto basta riportando AUTOREVOLMENTE i numeri e lo fa riportando i numeri e le statistiche di tutti i paesi in maniera da far capire dove si va a ciollocare l’italia rispetto al fenomeno femmincidio… l’italia è tra i paesi piu virtuosi.mi dice quali dati lei sta commentando?quelli dell’onu o altri ?non ho bisogno di riflettere ho gia riflettuto su questa problematicae sul femminicidio… per questo sostengo che sia una grande menzogna… tra le piu grosse che gli italiani si siano mai inventati… … mi creda lei non racconta niente di nuovo… è assolutamente in linea con quello che è il giornalismo nazionale rispetto a questo argomento quindi il suo articolo non fa che ricalcare una moda noisa e che non ha niente più da raccontare e mentre lo fa lo fa secondo il solito stereotipizzato modo… per esempio… sarah scazzi ha stabilito lei che sia stata uccisa da un uomo?a mio avviso un certo tipo di giornalissmo non si deve lamentare se certi articoli vengono pagati prezzi che oscillano tra i 3 e i 5 euri… contestualmente potrebbe avere più rispetto dell’intelligenza dei lettori a cui si rivolono i suoi articoli… mi spiega cosa vi porta a concludere che in italia abbiamo bisogno di una legge che tuteli la donna? quali profonde competenze lei pensa di avere piu degli altri che vi porta a concludere una cosa del genere…. il suo articolo mi perdoni la franchezza sarebbe smontabile i mille pezzi senza difficoltà anche da un bambino …. ma lei e solo lei pensa che sia ben argomentato… anche io quando faccio il minestrone so che piu roba metto dentro piu viene saporito…

  5. Scusi, signor escobar, tengo a precisare alcune cose. Il mio riferimento sull’ “alzare il gomito” (peraltro ironico) scritto al Signor Tony non riguarda il fatto che possa piacere o meno ciò che è scritto sul mio articolo (apprezzo la critica costruttiva, ma quella non lo è. Si tratta di un commento offensivo a me che ho scritto e al sesso femminile), ma il fatto che ancora, nel 2012, egli ritiene un “privilegio” il diritto di voto alle donne e il diritto al lavoro. Non pretendo che ciò che scrivo piaccia a tutti, è impossibile. Non ritengo di essere un “maschio pentito”, né di scrivere “minchiate sessiste e misandriche”, dato che ciò che scrivo è sempre ben argomentato. Inoltre il mio articolo non è di certo legge marziale, quindi non era necessario inveire in tal modo. Sarebbe bastato prendere posizione civilmente e senza offendere nessuno.
    Per quanto riguarda il suo commento, il fatto che in Italia si uccidano meno donne rispetto al resto d’Europa o del Mondo non è, a mio parere, oggetto di vanto: una donna ogni due giorni è comunque un numero folle, anche perché stiamo parlando di morte per omicidio, preceduto spesso non solo da violenza fisica, ma anche psicologica. La donna si ama, non si uccide. L’ultima vittima, Carmela Petrucci, era forse in grado di difendersi? Melania Rea? Sarah Scazzi? Andiamo ancora indietro…Chiara Poggi? Mi dica, le bastano questi nomi, o è ancora convinto che non si tratti di un problema italiano? No, perché ci sono i nomi di un altro centinaio di donne, uccise nel 2012, la cui morte è passata più o meno sotto silenzio. Rifletta.

  6. gentile giornalista non è stato carino da parte sua ipotizzare il fatto che il signor tony abbia alzato il gomito per ingerire chissa quale tipo di bevanda… forse la colpa del signor tony è sindacare qualcosa sul suo articolo e su come lei nel suo articolo fotografa certi fenomeni sociali… vi posso garantire che il sottoscritto è astemio onde evitare di meritare la sua battuta o almeno di poter contare sulla sua fantasia rispetto a come vorra giudicare il mio intervento o la mia persona… penso che il suo articolo puo essere ignorato per argomenti e per modo con cui viene affrontato e propagandato il cosiddetto fenome femminicidio italiano fenomeno siociale che per percentuali bassissime in italia non esiste,….

  7. per esempio http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_24/luciana-cristallo-assolta_949f64a4-1da8-11e2-8b20-1919d504f212.shtml Imprenditore ucciso, assolti ex moglie e amante
    Luciana Cristallo uccise a coltellate Domenico Bruno, 45 anni, gettandone il corpo nel Tevere. Il giudice: «legittima difesa»

    se uccide un uomo è un assassino se uccide una donna un uomo è legittima difesa… non so chi ha alzato il gomito… ma onestamente su cui ha alzato il gomito avrei qualche sincero dubbio… mi sia bene. ps..non si lamenti se qualche suo articolo sia contestato contestato…

  8. il femminicidio italiano è una delle piu grosse menzogne che gli italiani si sono mai inventati… legga le stati stiche ONU … scoprira che l’ONU fa attestare gli italia tra i paesi piu virtuosi rispettto a queto problema non italiano… la domanda è: cosa e chi ci vuole guadagnare dal propagandare questa enorme menzogna?

  9. Se gli uomini odiassero le donne non gli avrebbero concesso PRIVILEGGI come le quote rosa , agevolazioni nell’ imprenditoria , parcheggi rosa ecc.Non ci sarbbero donne in Parlamento o al potere;le donne non avrebbero il diritto di votare o di istruirsi e inoltre non si sentirebbero in televisione o sui giornali minchiate sessiste e misandriche da parte di femministe e maschipentiti come lei.

    1. Signor Tony, io sinceramente non so se lei abbia alzato un po’ troppo il gomito prima di scrivere questo commento, ma sospetto di sì. I diritti di voto, di istruzione, di stare in Parlamento, di lavorare sarebbero “PRIVILEGI”??? Sono diritti imprescindibili di qualsiasi essere umano, di qualunque sesso, religione, colore o ideologia! Se davvero invece le donne fossero rispettate non si vedrebbero in giro commenti irrispettosi e maschilisti come il suo.

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