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Un libro si sceglie… per la sua “grande bellezza”?

Da sempre la lettura è sentita come una meravigliosa formula di contatto con la realtà, ci consente di entrare a far parte di mondi diversi se non addirittura di universi diversi: emozioni, fantasia, cultura, informazione… che ci girano attorno in un mix di parole e di immagini suggestionanti a tutti i livelli, sia sensoriali che intellettivi… Insomma la lettura resta ancora un’ambita meta a dispetto del mondo web, che si presenta a noi con immagini e parole, anche queste da leggere…

Il libro, strumento per eccellenza della sua espressione, allora è la sponda ideale della lettura stessa per farci sognare, capire, amare, sentire, provare, scoprire, controllare, per consentirci di vivere e non di sopravvivere, alle intemperie della quotidianità, stimolando continuamente l’interesse e la voglia di scoprire sempre di più quanto sia entusiasmante la lettura della vita stessa. Il libro, uno strumento efficace di espressioni ed emozioni, quale semplice mezzo per transitare in contesti così diversi e simili, nello stesso tempo, strumento antico che riattiva i sensori dell’anima e scuote i neuroni cerebrali!!

Ecco perché ci si chiede anche che cosa ci spinga a scegliere un tipo di libro piuttosto che un altro! Molte volte ci si chiede quale sia la molla che fa scattare la propensione verso quel tale libro; forse siamo impressionati dal titolo, dai colori della copertina, dalle immagini nello sfondo pagina, dalla trama riassunta in breve dietro la copertina del libro stesso, dalla recensione o dal desiderio di soddisfare la sete di conoscenza in un certo settore della cultura o dall’odore del libro o dalla filosofia di quel libro stesso, da cui ci aspettiamo comunque l’emergere di una saggia risposta.

Ma nell’ipotesi che siamo attratti invece dalla necessità di chiedere ad esso di farsi contenitore della soluzione per un nostro problema, o della possibilità di incontrare i personaggi di quell’avventura lì descritta….o di farsi anche contenitore inequivocabile di solidarietà con la nostra solitudine, tutto ciò ci consente di chiamarlo ”amico”ideale, senza fraintendimenti!

Be’ allora sono più le emozioni che ci condizionano nella scelta di un libro, che colpiscono i nostri sensi e penetrano poi nell’anima… “Darsi ad un libro”, allora, è come assecondare più o meno la voglia di sopperire ad una mancanza, è come tuffarsi in questo immenso oceano di notizie per saperne di più, assecondare il gusto di lasciarsi indirizzare nella scelta, spinti da prerogative più o meno culturali: saggistica, letteratura, psicologia, cinema, musica, fotografia, filosofia, giurisprudenza, ingegneria, politica, e così via… Ma allora sono le parole, quelle che si avvicendano in un percorso di qualsivoglia natura, quelle che si lasciano leggere ma che in realtà ci scelgono per ciò che ci comunicano, sono le parole contenute nel libro le vere “grandi bellezze” protagoniste per l’Oscar!!!

Un altro motivo per cui a volte un libro ci interessa è la dedica che l’autore si appresta ad inserire nelle prime pagine, anche a volte prima del titolo stesso …le dediche ci incuriosiscono, sono il motivo per cui magari quel testo è stato scritto.. o determinante potrebbe essere la stagione climatica, che ci invita maggiormente a leggere libri più o meno impegnativi, di sostanza, in inverno davanti ad un caminetto, o più o meno leggeri, più o meno briosi o accattivanti come quelli da leggere sotto l’ombrellone, quei romanzi d’autore che si stagliano in un tramonto, sulla riva del mare e le cui pagine vorremmo non finissero mai…restando in sintonia con le stagioni della nostra vita.
E’ il libro che sceglie chi lo acquista?

Sento che il libro è il luogo ideale per realizzare un magico appuntamento: le parole con le emozioni, in uno stato emblematico di grazia della nostra anima.

Gabriella Cerdone

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