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Un incontro al bar: sotto il vestito Katia

Con garbo e decisamente libera nei gesti e nelle parole che come un fiume scorrono dalla sua bella bocca con trucco anni ’50, incontriamo Katia Lombardo. Ci aveva sorpreso e incuriosito quando l’abbiamo incontrata nell’atelier della stilista Rosa Fortunato quale indossatrice preferita della stessa, in occasione di un servizio redazionale.

Quell’aria pulita quei silenzi lasciavano trapelare una vivace intelligenza supportata da una esperienza di vita vissuta malgrado la sua tenera età. Le chiediamo perché modella? Sorpresa e con un aria da cronista di sé ci parla di un suo desiderio di mettersi alla prova e superare una sua certa timidezza innamorata della moda e di tutto l’ambiente che della moda è parte significativa.

Elegante e appena un po’ alternativa ci dice di non credere alle apparenze ma di valutare la vita, le condizioni e i personaggi con curiosità non disdegnando pertanto locali non prettamente modaioli ma quelli frequentati da persone con vite da raccontare. Le sorprese per noi non finiscono e con nonchalance Katia ci parla della sua imminente laurea in “Scienza della comunicazione per le culture e le arti” con una tesi di tutto rispetto che riguarda un significativo  pezzo della sua città rappresentata dalla “Vucciria”. La tesi andrà a sostenere progetti di alto interesse forse nel sogno lucido di far parte di una schiera di intellettuali e artisti tutti protesi alla riqualificazione del territorio e della nostra Palermo mettendo in campo tutte le risorse della multidisciplinarita’.

Ammirando il suo basco molto d’antan e la sua mise sobria e sottilmente sofisticata salutiamo Katia  Lombardo nella speranza di rincontrarla  da affermata professionista con sotto il vestito sempre più Katia.

Paolo Santoro 

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