CronacaPrimo Piano

Un giorno speciale per la Sicilia: oggi don Puglisi sarà beato

Oggi è un giorno speciale per i siciliani:  Don Giuseppe Puglisi, meglio conosciuto come padre Pino Puglisi, prete di periferia, ucciso dalla mafia, diventerà beato e martire della Chiesa. Morto il giorno del suo compleanno, il 15 settembre 1993, oggi il parroco antimafia di Brancaccio ottiene il riconoscimento della Chiesa cattolica attraverso la beatificazione.

L’evento avverrà al Foro Italico di Palermo, dove sono attese quasi centomila persone. Alle 10.30 comincerà  la celebrazione eucaristica presieduta dal’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, e alla quale prenderanno parte 40 vescovi, 750 presbiteri, 70 diaconi. Il rito di beatificazione verrà invece celebrato dal cardinale Salvatore De Giorgi. Le procedure per il riconoscimento del martirio di Padre Puglisi furono avviate nel 1998 e si sono concluse nel 2012 con il nulla osta della Congregazione per le cause dei Santi in Vaticano.

Tra le autorità attese Pietro Grasso, presidente del Senato, Angelino Alfano, vice premier e ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, Ministro della Giustizia, Sergio Mattarella, giudice Costituzionale, Alessandro Marangoni, capo della Polizia facente funzioni, Rosario Crocetta presidente della Regione Siciliana, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo. La beatificazione di Padre Puglisi potrà essere seguita in diretta su Rai1 e in streaming.

Il Centro Padre Nostro di Brancaccio è il luogo simbolo che il parroco aveva inaugurato pochi mesi prima di essere ucciso e che aveva fortemente voluto per dare ai ragazzi del quartiere un posto dove potersi ritrovare, giocare insieme, crescere nella fede.

“Non possiamo mai considerarci seduti al capolinea – diceva Puglisi – già arrivati. Si riparte ogni volta. Dobbiamo avere umiltà, coscienza di avere accolto l’invito del Signore, camminare, poi presentare quanto è stato costruito per poter dire: sì, ho fatto del mio meglio. Le nostre iniziative e quelle dei volontari devono essere un segno. Un segno per fornire altri modelli, soprattutto ai giovani. Lo facciamo per poter dire: dato che non c’è niente, noi vogliamo rimboccarci le maniche e costruire qualche cosa. E se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto…”.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.