Televisione

Tv locali spente: “Lo Stato paghi i danni”

Digitale terrestre, foto internet

Le tv locali ancora in assetto di guerra. Il bando indetto dal Governo per la riassegnzione delle frequenze è scaduto otto giorni fa e il risultato si è rivelato una sorpresa amara per le piccole emittenti. Le compagnie di telefonia mobile hanno infatti acquisito numerose frequenze e, consequenzialmente, molte tv locali si ritrovano oggi spente.

Questo ennesimo strascico del confusionario passaggio al Digitale Terrestre, che sembra stia scontentando un po’ tutti, dalle emittenti agli spettatori, causerà non lievi perdite economiche alle tv, con conseguenti tagli di posti di lavoro. Molte realtà locali sono rimaste infatti senza un adeguato canale per la trasmissione, mentre – accusa il Comitato Radio Tv Locali – ci sono canali completamente vuoti, destinati però alle sole emittenti nazionali.

Il provvedimento legislativo è un’eredità del vecchio Governo, che, per motivi abbastanza presumibili, ha sfornato numerose leggi ad personam relativamente al settore radiotelevisivo. Così si legge nel comunicato diffuso dai rappresentanti delle piccole tv: “L’assurda legge partorita dal governo Berlusconi, il cui conflitto d’interessi sull’intera vicenda è sotto gli occhi di tutti, ha voluto l’esproprio delle frequenze alle tv locali a vantaggio delle ricche società telefoniche; le stesse che, guarda caso, costituiscono i maggiori introiti pubblicitari del gruppo Mediaset“.

La legge, definita “marziale” per le realtà locali, non permette loro di ricorrere in via d’urgenza al Tribunale Amministrativo. Ma l’unione fa la forza, si dice. Le piccole emittenti si stanno quindi unendo in una class action per chiedere allo Stato un risarcimento danni che ammonterebbe a un miliardo: esattamente un terzo di quanto guadagnato dalla vendita all’asta a beneficio delle compagnie telefoniche.

A riguardo, nel Comunicato si gioca sull’amara ironia: “Ci credono tutti che tra i problemi di esodati, sanità, scuola, lavoro ecc ecc una più veloce connessione ad internet sui cellulari è di ‘importanza vitale per l’Italia’. Le Tv locali sono un bene dell’Italia – si legge nella nota – in termini di pluralismo informativo, di occupazione e di sviluppo della piccola impresa attraverso la pubblicità locale. Chi ha voluto tutto questo, aveva certo una visione ristretta ad orticelli privati che nulla ha a che vedere con l’interesse nazionale”.

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