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Tutto nelle mani di Napolitano: governo di scopo o dimissioni

Il presidente Napolitano (foto Internet)

La ricerca di una maggioranza per la formazione del governo resta un rebus, un labirinto dal quale dovrà provare a uscire Giorgio Napolitano con una soluzione che, allo stato, da ciò che è emerso dal nuovo giro di consultazioni, resta lontana, impedita dai veti incrociati dei partiti, più che sul nome del premier incaricato, sulla formula da adottare. Tra le ipotesi ci sono un governo del Presidente o le dimissioni del capo dello Stato, voce circolata dal pomeriggio di ieri.

Bersani, infatti, pur avendo fatto un passo di lato e rimesso la palla nelle mani del Quirinale, continua a essere un nome spendibile, sia per il Pdl che per Sel. Mentre Berlusconi continua indicare il governissimo come unica soluzione per una via d’uscita credibile, Vendola e Letta gli sbarrano la porta e confermano fiducia nelle possibilità di Bersani.

Il secondo round lampo di consultazioni non ha registrato variazioni di sorta nella posizione dei 5 Stelle, che confermano la disponibilità ad accettare l’incarico, chiudendo però la strada a ogni altra subordinata, come il governo istituzionale, tecnico o a formule alternative della stessa impronta. Durissimo e sferzante l’intervento di Beppe Grillo che sulla webtv del Movimento ha fustigato politici, giornalisti, sostenendo che entrambe le categorie -che si sono coperte a vicenda per decenni- vanno accompagnate alla porta con l’assistenza di un neurologo.

Scelta civica infine ha invitato Napolitano a tentare la via delle “compatibilità programmatiche”, per verificare la percorribilità di “convergenze” che consentano la formazione del governo fuori da formule politiche precostituite. (Adnkronos/Ign)

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