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Turismo, presa d’assalto la terra dei Maya per la fine del mondo

Tempio Chichen Itza, Messico. Foto Internet

La data del 21 dicembre, quella che secondo il calendario maya coinciderebbe con la fine del mondo, per molti rappresenta solo una sciocca superstizione, altri del partito “non ci credo ma non si sa mai” vivono con curiosità mista a lieve apprensione l’attesa del fatidico giorno, altri ancora hanno preso sul serio la faccenda cominciando a fare scongiuri, riti propiziatori, a rifornirsi di amuleti e, per chi può permetterselo, organizzare viaggi nelle terre sacre dei Maya o nei luoghi “catastrofe-esenti”.

Se da un lato c’è chi vive con angoscia questi giorni, d’altra parte c’è chi fa i salti di gioia per i grossi affari che sta registrando. Rientrano in questa categoria tour operator, agenzie di viaggi, strutture alberghiere e villaggi turistici. A quanto pare, è cresciuto il flusso turistico verso il Messico e il Guatemala (ma anche in Belize, Honduras ed El Salvador), paesi che offrono i resti più noti della civiltà maya come il complesso Tikal (set di “Apocalypto” di Mel Gibson) o quello di Tulum nella penisola dello Yucatán.

Incentivati anche dall’offerta di alcuni hotel messicani che offriranno gratuitamente un soggiorno completo per la giornata del 21 dicembre, i turisti potranno godere delle bellezze storiche in luoghi incontaminati e dei paradisi tropicali in attesa del “grande evento”.

Per i più apprensivi che desiderassero salva la pelle all’alba del 22 dicembre è possibile recarsi a Burgarach (Francia) o a Pradeltorno, una piccola frazione in provincia di Torino, alle pendici delle Alpi. Questi due paesi di poche centinaia di persone, sarebbero “risparmiate” dalla profezia maya poiché entrambe accomunate da radici magiche-esoteriche e dal fatto che avrebbero custodito il Sacro Graal. Più realisticamente, l’occhio lungo di qualche affarista ha scorto la possibilità di sfruttare le circostanze per incrementare le presenze turistiche in posti semisconosciuti.

E in effetti i risultati non hanno tardato ad arrivare come anche alcuni problemi connessi: alberghi, ostelli, appartamenti privati sono stati letteralmente presi d’assalto. I più lungimiranti hanno pensato di dimorare a lungo acquistando case o terreni edificabili. Ciò ha inevitabilmente portato ad una speculazione nel settore immobiliare e alle proteste di pastori ed allevatori delle aree interessate che non sarebbero più in grado di competere con le nuove quotazioni di mercato per acquistare terreni per le proprie attività. La crisi e l’invasione di parte di migliaia di curiosi che hanno turbato la quiete dei loro insediamenti ha fatto il resto. Per loro, la fine del mondo è arrivata in anticipo.

Marco Cirincione

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