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Trizzino: “Sicurezza dei pozzi in Sicilia? Pure Fukushima fino a tre anni fa era sicura”

foto archivio

“Sicurezza dei nostri pozzi?” Scoppia una fragorosa risata dall’altra parte della cornetta. E’ il pentastellato Giampiero Trizzino, presidente della commissione Ambiente dell’Ars che non riesce a trattenere il riso alla notizia che il deputato del Pd Giuseppe Arancio, come pure il numero uno della commissione Attività produttive Bruno Marziano, ha riferito ai nostri taccuini che i pozzi che si intendono realizzare in Sicilia saranno fatti con “tutti i necessari dispositivi di sicurezza”.

“Ma anche a Fukushima fino a tre anni fa non era successo mai niente. Poi, è accaduto il disastro. Questo non insegna nulla? Ma di che parliamo? La prevedibilità di incidenti rilevanti di questo tipo- prosegue Trizzino- non è commisurata a determinati parametri ma agli effetti delle attività che si fanno e, obiettivamente, trivellare è un’attività delicatissima e comunque è stato anche ampliamente dimostrato che anche la sola attività di estrazione, senza danni apparenti, è pericolosa.

Ci sono una serie di elementi- aggiunge- che possono produrre dei rischi per l’ambiente, a partire dai fanghi di trivellazione, dall’esplosione per l’esplorazione, insomma esiste tutta una letteratura scientifica su questa materia che l’Aula si ostina a non voler considerare, ma noi ormai abbiamo detto tutto e di più sulle insidie che possono scaturire dalle trivellazioni”.

Ma la posizione di Sala d’Ercole è ancora assai ondivaga e le scelte dei singoli deputati, soprattutto di quelli della maggioranza, potrebbero allinearsi a quelle del governo. “Se la commissione sarà lo specchio dell’Aula, le proposte di referendum abrogativo dell’articolo 38 e il ddl voto per cassare la stessa norma passeranno. In commissione entrambe le proposte hanno avuto il voto favorevole delle opposizioni, del Movimento 5 stelle che le ha presentate e persino di una parte della maggioranza. Se si mantenesse quest’impostazione, le proposte non dovrebbero incontrare ostacoli. Ognuno di loro si dovrà assumere la responsabilità del proprio voto, è inutile che vengano a dirmi che con le attività di estrazione si creeranno nuovi posti di lavoro, perché questo è solo uno specchio per le allodole, dato che le perforazioni non dureranno più di 6 – 7 anni, e dopo che si fa?”

Alle perplessità manifestate da Trizzino, si aggiungono quelle legate all’elevato rischi sismico presente nell’Isola. “E infatti- continua il deputato grillino- l’attività sismica è stata oggetto di una mozione che è passata qualche settimana fa a firma di Valentina Palmeri, che ha messo in relazione le trivellazioni ed i rischi sismici, frutto di uno studio che si chiama Ichese (International Commission on Hydrocarbon Exploration and Seismicity in the Emilia Region) realizzato appunto dalla Regione Emilia Romagna. In ogni caso, a giorni sentirò pure il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che ha già manifestato interesse verso il referendum abrogativo”.

E intanto, ieri pomeriggio all’Ars, il presidente della Regione Crocetta non ha partecipato ai lavori provocando la severa reazione del M5S che ha lasciato l’aula. “Deve avere rispetto dell’Aula e dei siciliani- ha tuonato la capogruppo Valentina Zafarana-. E’ un mese che aspettiamo Crocetta per confrontarci con chi ha sottoscritto i protocolli con Assomineararia, è al governatore che vogliamo fare sentire le nostre ragioni, non ha senso ripeterle ora.  Pertanto non parteciperemo al dibattito”. E non si ferma qui, l’attacco di Zafarana va oltre accusando il governatore di disertare il Parlamento.

“E non solo in Aula – prosegue nel suo intervento- ma anche nelle commissioni e in genere su tutto. La lotta ai rifiuti, ad esempio, Crocetta la fa con i titoli sui giornali. Il presidente deve portare rispetto al Parlamento e a tutti i siciliani”. L’assenza del presidente,  per il Movimento è l’ennesima prova della sua scarsa considerazione dell’Assemblea “che tra l’altro bypassa puntualmente, ignorando spesso le sue determinazioni o con provvedimenti che vanno in direzione opposta. Se così non fosse – continua Valentina Zafarana – il dibattito pro e contro trivelle non avrebbe nemmeno ragione d’essere, visto che quest’aula ha dato il via libera a due nostre mozioni che mirano a stoppare la ricerca e ad un nostro ordine del giorno che impegna il governo a chiedere la modifica degli articoli 37 e 38 dello ‘Sblocca italia’ e a chiedere la loro riscrittura in coerenza con le previsioni costituzionali vigenti. Non si capisce come ora l’assemblea potrebbe pronunciarsi in senso contrario”.

Marina Pupella

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