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Trivelle, Greenpeace e associazioni ambientaliste diffidano commissione Via del Ministero

fonte www.ecoreport.tv

Mentre il dibattito in Aula sulle trivelle si fa più sereno, dopo l’intervento di ieri sera a Sala d’Ercole della vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello che ha confermato la posizione espressa dal governatore nei giorni scorsi sull’intesa con Eni e Assomineraria che “non deturpa l’ambiente, crea occasioni di lavoro, salvaguarda il polo produttivo di Gela e crea, in prospettiva, nuovi posti di lavoro”, l’azione di Greenpeace per stoppare le ricerche di petrolio nel Canale di Sicilia non si ferma.

Dopo l’occupazione messa in atto il 14 ottobre della piattaforma petrolifera al largo di Licata, l’organizzazione non governativa ambientalista ha diffidato il 19 novembre scorso, insieme a Wwf e Legambiente, Touring Club Italia, Comitato stoppa la piattaforma e associazione Apnea Pantelleria, Legacoop Pesca Sicilia, Agci Sicilia e Anapi pesca Sicilia -, l’Ente Bilaterale Regionale Turismo Siciliano, Anci Sicilia e i Comuni di Petrosino, Menfi, Sciacca, Licata, Pantelleria, Santa Croce Camerina, Noto, Ragusa la commissione di Valutazione di impatto ambientale del ministero dell’Ambiente dal concedere parere positivo ai progetti di prospezione al largo delle coste dell’Isola presentati dalla compagnia Schlumberger Italiana S.p.A.

Secondo Greenpeace, infatti, le valutazioni presentate dal proponente nei documenti di Studio di impatto ambientale (SIA) risultano lacunose ed erronee. «Abbiamo analizzato bene le carte e siamo davanti, a nostro giudizio, a gravissime omissioni, che non possono essere taciute. Ecco perché oltre alle osservazioni, abbiamo ritenuto importante inviare anche una diffida alla commissione VIA, affinché – alla luce di quanto da noi evidenziato – si fermino subito questi progetti», dichiarano. «Nuovamente un fronte ampio e compatto – proseguono- si schiera contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia: è evidente che chi vive ed opera sul territorio è preoccupato per l’impatto che tali attività avrebbero sull’ambiente e sulle economie locali».

La Schlumberger ha presentato richiesta per ben due progetti di ricerca in Sicilia, uno tra Capo Passero e Malta (d1 C.P-.SC), e uno tra Malta e Pantelleria (d1 G.P-.SC). Da quanto rilevato nei SIA presentati dalla compagnia, entrambi i progetti non tengono in alcuna considerazione l’impatto che tali attività potrebbero avere non solo sui cetacei, ma soprattutto su importanti risorse ittiche commerciali, che sono fondamentali per la pesca siciliana.

“Ancora più grave- sottolinea l’organizzazione- è la completa omissione della presenza, nell’area oggetto del progetto al largo di Pantelleria, di fenomeni di pseudo vulcanesimo sedimentario, ben conosciuti in ambito scientifico, che rendono tali zone ad alto rischio geologico”.

E ancora. “Nei SIA si afferma che nelle due aree i cetacei sarebbero “scarsi”, ignorando che le aree oggetto di richiesta sono stata considerate – sia dalla Convenzione di Barcellona, che da quella per la tutela dei mammiferi marini (ACCOBAMS) – come aree meritevoli di tutela perché di importanza critica per varie specie di cetacei, compresa la balenottera comune. Ancora più inquietante la scomparsa nei SIA di Schlumberger di aree di riproduzione di specie ittiche di primaria importanza per la pesca siciliana e nazionale come il gambero rosso, il gambero bianco, il nasello, la triglia di fango, l’acciuga e il tonno rosso. Purtroppo- concludono all’unisono le associazioni- non sarebbe la prima volta che questi progetti ricevono parere positivo senza un’attenta valutazione degli impatti, come è successo nel caso del progetto “Off-shore Ibleo” da noi già impugnato davanti al TAR del Lazio».

E in attesa che “questa volta” la commissione Via tenga in considerazione le osservazioni mosse gli attivisti di Greenpeace, forti del sostegno delle diverse associazioni e dei cittadini dei territori interessati, annunciano di essere “pronti a procedere con tutti gli strumenti a loro disposizione».

Quelle evidenziate nella diffida sono solo le lacune più gravi del progetto rilevate nelle osservazioni inviate da associazioni e comuni alla Commissione Via, come prevede la procedura di valutazione in corso. Una sintesi parziale di tali osservazioni è il rapporto di Greenpeace “Le bugie dei petrolieri”.

Il Canale di Sicilia è popolato dai grandi animali marini che, alla fine dell’inverno, qui si radunano per un ricco banchetto. E di fatti, come scrive l’associazione Mediterraneus, nella profondità le correnti creano il mix ideale di nutrienti che alimenta banchi di gamberetti e acciughe. Questa ricchezza di cibo richiama sgombri, ricciole, pescispada, delfini, tonni squali ed anche le gigantesche balene, che da febbraio ad aprile transitano a poca distanza dalla costa.

Per chi non lo sapesse, Governo a Parlamento regionali compresi, nel Mediterraneo sono regolarmente presenti due specie di enormi dimensioni, la Balenottera comune e il Capodoglio, tre specie di delfini (Delfino comune, Tursiope e Stenella striata) e tre specie poco conosciute di dimensioni intermedie (Grampo, Globicefalo e Zifio). Chissà se la presenza di piattaforme attrezzate di enormi trapani non sortirebbero su questi mammiferi lo stesso effetto che, secondo Crocetta e Lombardo, sortivano le pale eoliche alle pecore…

Marina Pupella

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