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Torna in scena a grande richiesta nei teatri siciliani Ascanio Celestini: rassegna “Altrescene”

Ascanio Celestini, spettacolo " Appunti per un film sulla lotta di classe " Teatro Ambra Jovinelli  Roma 01 aprile 2007
Ascanio Celestini, spettacolo “Appunti per un film sulla lotta di classe”

Torna a Catania Ascanio Celestini domenica 13 alle ore 21, nell’ambito della rassegna “Altrescene” presso il Centro Zo, portando a grande richiesta nei teatri Siciliani (Palermo, Enna, Catania, Serradifalco, Castellammare) il suo spettacolo STORIE E CONTROSTORIE, già presentato la scorsa estate alle Orestiadi di Gibellina. Poliedrico innovatore della scena culturale italiana, autore, attore, regista, cuntista: il 2015 lo trova impegnato in diversi progetti unanimemente apprezzati dalla critica e dal pubblico: recentissimi i successi del suo film “Viva la Sposa” presentato a Venezia, e dello spettacolo “Laika” visto al Roma-Europa Festival. La sua attuale tournée spazia in tutta l’Italia con tre titoli ed un pubblico affezionato e costante, che ogni sera manda esauriti i teatri dovunque lui si esibisca.

Alcuni dei racconti pubblicati in “Io cammino in fila indiana”, altri aggiunti nella versione francese “Discours à la Nation” e altri ancora scritti ultimamente costituiscono il repertorio dal quale Ascanio pesca ogni sera per raccontare e improvvisare “un puzzle sentimentale, emotivo, politico, sociale di formidabile intensità: solo in scena, come sempre, affronta di petto le contraddizioni, i nodi, le tensioni di questa Italia. Poco importa se si ride, e tanto, con i suoi apologhi: quel che rimane, poi, usciti dal teatro è un’amara consapevolezza” come ha scritto Andrea Porcheddu. L’attore e autore sale sul palco accompagnato da un microfono e poche luci.

A seconda del posto e del clima che si respira in sala può scegliere di seguire una scaletta diversa da quella presentata la sera precedente. Una musica registrata, la voce registrata di un notabile della politica o dell’economia possono interrompere il flusso delle parole, ma alla fine lo spettatore si troverà a fare uno degli esercizi più naturali dell’essere umano: immaginare, ovvero vedere le immagini evocate dalle parole altrui, ma generate nella propria testa. Così funzionano le storie, dalla fiaba alla barzelletta, dalla poesia al romanzo. In particolare queste sono storie che fanno ridere e arrabbiare, ma sempre col dubbio che la causa del riso e della rabbia non sia qualcun altro, ma noi stessi.

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