CulturaPrimo Piano

The Brass Group: tra proteste e il rischio chiusura, al via giovani talenti

 

protesta brassIl mancato sostegno economico alla fondazione “The Brass Group” è una delle storie più intrigate e gattopardiana di Sicilia. Una lunga storia che sa di tragicomico.

Garsia, Presidente della Fondazione e accanito sostenitore di Jazz, ha fatto del Brass Group l’unica storia importante della sua vita trascurando tutto, anche i propri cari.

Il maestro del Brass, da anni, insieme alla sua inseparabile borsetta nera, ha lottato contro le disattente amministrazioni locali e regionali per “collocare” il jazz tra le attività musicali finanziate e, equiparate all’altra musica cosiddetta colta: classica-sinfonica e operistica. Una vera e propria “missione” quella di Garsia a cui, la politica tutta, ha dato poco importanza.  Anzi, la cosiddetta musica moderna, è “roba” frivola e per pochi.

Le molteplice emergenze siciliane fanno si che detta fondazione passi tra le “categorie” degli ultimi, praticamente quella dei dimenticati.

La sfida è competere con altri problemi ritenuti più urgenti e significativi: precariato, forestali, disoccupazione etc. che, rispetto ai concerti dei “musicanti” di una associazione locale, (così viene vista dalla politica)  passa nell’indifferenza più totale.

Di certo c’è che, un tempo, il Brass Group riceveva, con normale regolarità, i contributi e permetteva loro una programmazione concertistica di indiscussa qualità e riconosciuta a livello internazionale.

I tempi comunque cambiano, la politica pure, ma la passione resta. Le amministrazioni pubbliche sono a corto di liquidità e le emergenze si accavallano e il rischio è di morte per soffocamento.

Probabilmente anche qualche problema di management c’è stato e forse ci sarà, ma si sa che: “chi di contributi vive quasi certamente di contributi muore”. Noi della redazione, amanti della buona musica, faremo il tifo affinchè il Brass, anche questa volta, superi questo tragico momento e porti con se un’altra storia da raccontare, possibilmente a lieto fine.

Eppure, il governatore Crocetta, che dell’improvvisazione ne ha fatto motivo politico e scelta di vita, non dovrebbe voltare le spalle al problema. Di sicuro c’è, che i musicisti di jazz studiano per poi improvvisare , la conduzione del presidente della Sicilia s’improvvisa senza studiare.

Garsia e i suoi fidati, certamente, saranno ricordati per le proteste  musicali e signorili oltre che quelle silenziose, ma la politica si attiva solo quando la minaccia di una protesta-manifestazione produce pesanti ripercussioni sulla città, sui servizi e sulla società civile.

Consigliamo quindi a Garsia di riorganizzare il suo modo di manifestare e protestare adeguandosi ai tempi moderni onde evitare di piangere il morto.

Il comunicato della Fondazione:

Con un teatro pieno ma silenzioso. Così è andata in scena la protesta della Fondazione The Brass Group, che si è vista costretta a sospendere il concerto in programma sabato dopo l’azzeramento in bilancio della Regione Siciliana.

Una protesta che ha visto come protagonisti i cinquanta lavoratori della Fondazione, fra orchestrali e personale amministrativo, ma soprattutto i cittadini di Palermo. Il teatro era pieno di gente stanca di veder crollare la possibilità di assistere ai concerti di jazz che il Brass ha messo in piedi nella nuova casa del jazz: il Real Teatro Santa Cecilia.

Ma c’è già voglia di ripartire. Dopo gli attestati di solidarietà dei politici e dei sindacati, i lavoratori della Fondazione sono certi che una strada per la salvezza sarà percorsa. E allora si è deciso di ripartire dalla risorsa più grande, quella dei giovani talenti siciliani.

Domani al Blue Brass, il Ridotto dello Spasimo, andranno infatti di scena Bruna Angelico ed il Manfredi Messina Quintet, studenti modello delle classi della scuola di musica popolare del Brass e del conservatorio di palermo.

“Non c’è ancora stato il tempo per l’inaugurazione ufficiale – dichiara il presidente Ignazio Garsia, che già ci fanno fuori senza un apparente motivo. Anzi, di più grave c’è che uccidono un ente di produzione culturale tutelato dalla legge. Ma siamo certi che gli organi di governo e l’apparato amministrativo sappiano fare marcia indietro e trovare una soluzione per la musica jazz in Sicilia e per i lavoratori che ruotano intorno a questo mondo”.

Il concerto al Ridotto dello Spasimo inizierà alle 21.35. Il costo del biglietto al tavolo è di 5 euro, più diritti di prevendita. Per evitare disagi, si raccomanda di munirsi del tagliando dal sito www.ticksweb.com.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.