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Tesserini fantasma all’Ars: Procura allertata

Cancelleri, foto internet

Ha destato clamora la vicenda denunciata la scorsa settimana da Giancarlo Cancelleri e il gruppo del M5S all’Ars, nella quale si metteva in luce il traffico non proprio lecito dei duplicati dei tesserini dei parlamentari siciliani.  Nel bel mezzo di una seduta durante la quale si sarebbe dovuto discutere di una mozione presentata da Fabrizio Ferrandelli contro la costruzione del Ponte sul Stretto, infatti, Cancelleri, prendendo la parola, denunciò l’assenza di ben 29 deputati su 57 dichiarati presenti alla seduta.

A essere presenti erano soltanto i tesserini (non quelli personali, ma i duplicati) dei deputati che in realtà si trovavano altrove in ben altre faccende affaccendati. Al termine della seduta non si procedette a votazione, ma i deputati “fantasma”, hanno ricevuto comunque la loro rispettabile diaria di 225 euro, come premio per aver lasciato a Sala d’Ercole il proprio tesserino.  Adesso dopo l’infuocato intervento di Cancelleri in assemblea, la Procura pare che si stia attivando, a 48 ore da un esposto presentato dal Codacons.

Le accuse lanciate dall’associazione dei consumatori nel loro esposto sono gravissime.  Per il Codacons infatti si prefigurano gli estremi per un’inchiesta sulla presunta violazione, da parte dei deputati assenteisti, dell’articolo 640 del Codice di Procedura Penale, ovvero truffa ai danni dello Stato.  Qualora la Procura dovesse accertare l’esistenza di elementi che potrebbero condurre a una vera e propria inchiesta, sarebbe scontato il terremoto politico all’Ars.

“Oltre all’illecito profitto che deriva da una simile condotta –  viene scritto dal Codacons in una nota ufficiale – È intollerabile che i cittadini siciliani vengano traditi dai loro rappresentanti appena eletti con un comportamento che merita una condanna esemplare. Bisogna avere rispetto per i cittadini siciliani e per le istituzioni di cui si fa parte. Tradire gli uni e le altre significa non essere degni del ruolo che si ricopre”.

Adesso non resta che attendere ulteriori sviluppi della vicenda, sempre che tutto non svanisca come una bolla di sapone.

Luca Mangogna

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