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Ordinanza shock del sindaco di Termini Imerese: “Multa a chi dà da mangiare ai randagi”

Foto da Internet

Se la civiltà di un Paese si vede dal modo in cui tratta i suoi animali, a Termini Imerese, in provincia di Palermo, il tempo si è fermato alla pietra.

Ho appreso, infatti, che il sindaco della suddetta cittadina, Totò Burrafato, con un’ordinanza discutibile anche sotto il profilo della legalità, ha previsto sanzioni da 25 a 155 euro per chiunque venga trovato a sfamare i poveri randagi presenti nel territorio, all’interno di aree pubbliche ma anche private ad uso pubblico ed in prossimità delle scuole.

È davvero assurdo che il sindaco, che si dice preoccupato per i suoi cittadini, decida di affamare i randagi, contribuendo quando meno a renderli più nervosi. Sfido chiunque a non mangiare per giorni e a sentirsi sereno e pacifico come il Mahatma.

Oltretutto, se non erro, i randagi sono tutti di proprietà del Comune. Quindi, se il primo cittadino, che dovrebbe occuparsi in prima persona del benessere dei suoi cani, proibisce di dare loro da mangiare, potrebbe essere passibile di denuncia per maltrattamento, come qualsiasi proprietario che non si occupi del sostentamento dei suoi animali.

Ed è assurdo che alla fine del 2012 ci sia ancora qualcuno che pensi che l’unico modo per risolvere il problema del randagismo sia l’eliminazione fisica (non dare da mangiare equivale ad ucciderli) dei cani e gatti senza padrone.

Inoltre, proprio da Termini Imerese, negli ultimi mesi, si leggono appelli disperati dei volontari del posto, che hanno rinvenuto animali morti o soccorsi in fin di vita per avvelenamento.

E non mi sembra che si sia fatto qualcosa di concreto per scovare i colpevoli di un simile gesto criminale.

La mia speranza, da amante degli indifesi a quattro e due zampe, è che si provveda a ritirare immediatamente l’ordinanza e a risolvere la situazione in maniera civile, magari proprio cercando la collaborazione ed aiutando chi in città si occupa volontariamente, e per amore, di cani e gatti senza dimora.

Liberamente Me Stessa

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4 commenti

  1. se il sindaco sostiene che l’ordinanza è stata impostata male, era SUO DOVERE COME PRIMO CITTADINO scendere in piazza e spiegare ai suoi cittadini la situazione, fermo restando il fatto che la situazione si poteva risolvere in altri 1000 modi, questa decisione di affamare i cani non mi sembra una soluzione intelligente!!!! il sindaco ha dei doveri e deve cercare di risolvere i problemi non crearne altri.

  2. per dovere di cronaca dopo che ho visto l’articolo sul gds ho chiamato subito il sindaco di Termini e mi ha spiegato che l’articolo era impostato male , nel senso che l’ordinanza vale solo per una zona di Termini e cioe’ a Termini bassa vicino la scuola Torracchio perche’ una simil volontaria da’ da mangiare davanti alcune case a 15 cani cha avendo formato branco e sopratutto quando ci sono cani in calore diventano un po’ aggressivi .
    io e’ da circa 1 mese che dico a questa persona di evitare di dare da mangiare li’ ai cani proprio per difenderli e proteggerli da avvelenamenti in quanto i residenti del luogo hanno fatto esposti al comune dicendo che sono infastiditi dai continui abbaiare dei cani la notte e dalle aggressioni subite nei confronti di motorini ma di spostarsi all’interno del porto dove i cani prima stavano e non davano fastidio a nessuno ma non sono riuscito nell’intento.Il sSIndaco ha dovuto prima fare ordinanza di prelevamento dei cani con accalappiamento in un canile privato , infatti sono stati prelevati 5 cani , mi sono sentito di mettere su fb l’articolo dissociandomi dall’ordinanza medesima in quanto essendo animalista va in contrasto con la legge nazionale e regionale 281/1991 e 15/2000

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